Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno
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1968
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243
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L'Italia del Quarantotto e l'Ungheria 34t3
naturale dell'nutoconservazione >. Consiglia, quindi, al ministero di convincere Vienna a cogliere il momento opportuno per le negoziazioni di pace, quando Carlo Alberto è ancora a capo dell'esercito e conserva una certa influenza sugli Italiani, e Radetzky occupa posizioni migliori, per trattare con successo e a condizioni onorevoli.
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Le vicende belliche nell'Alta Italia nelle quali l'Ungheria è direttamente interessata relegano ovviamente in secondo piano quanto sta succedendo negli altri Stati della penisola: le rubriche dei giornali dedicate alle notizie estere ragguagliano bensì sugli avvenimenti più notevoli, ma più che altro in relazione all'influenza che possono esercitare sui destini del Lombardo-Veneto. Eccezione fatta per il Regno di Napoli e più particolarmente per la Sicilia sulla cui lotta politica non mancano continue, dettagliate informazioni. I giornali seguono le trattative dei rivoluzionari col sovrano, riferiscono circa la mediazione inglese e la convocazione del nuovo parlamento che ha dichiarato i Borboni decaduti dal trono della Sicilia: intorno a questo atto si forniscono anche interpreta* zioni sui motivi che l'avrebbero provocato.*)
Ma se in queste cronache ci si limita alla semplice informazione o alla trasmissione di notizie spesso inesatte desunte da giornali stranieri o da corrispondenze dirette, di fronte ai fatti sanguinosi del 15 maggio a Napoli la stampa abbandona il tono spassionato della semplice registrazione per commentare vivamente quanto accaduto. Perfino il moderato Pesti Hirlap, misurato nel tono e prudente come al solito, nel dare la prima notizia, parla nelle cronache successive dell'indignazione suscitata in tutta Italia contro i fatti che superano quelli del 1799.-) Nemzeti accenna a un numero incredibile di morti (1777 fino al mezzogiorno del 16 maggio) e mette in rilievo che nella presente rivoluzione europea nessun re ancora ha fatto massacrare tanta gente. Dipinge poi con foschi colori i particolari delle atrocità commesse dai lazzaroni: bambini, vecchi e donne infilzati o arsi vivi, case saccheggiate e incendiate, col re che ringrazia i suoi fedeli dal balcone della reggia. I nuovi decreti da lui emanati sono definiti una triste testimonianza degli sforzi che il genocida borbonico sta facendo per superare il tiranno di Siracusa . La corrispondenza termina con l'esclamazione 0 Dio dei popoli!.3) I commenti sono unanimi nel giudicare il comportamento del re fatale per i destini del suo trono: se prima divideva l'odio della nazione con i suoi ministri, ora tutta la responsabilità di quanto accaduto ricade su di lui.4) Un altro giornale annunzia addirittura la fuga dell'* infame tiranno , dopo aver smentito la notizia che sarebbe stato assassinato come meritava .s)
1) Pesti Hirlap, 4 maggio. La corrispondenza informa che il ministro Stabile espofee alla Camera dei deputati gli intrighi del governo napoletano che attribuiva alla Sicilia velleità di staccami dalla causa per cui! si combatteva nell'Alta Italia, mentre invece, a detta del ministro, la Sicilia tendeva solo a separarsi dal Regno di Napoli. La rivelazione avrebbe provocato vive reazioni nei deputati e determinata la risoluzione in merito alla deposizione del re.
2) Pesti Hirlap., 31 maggio e 6 giugno. 8) Cermeti, 1, 2, 6, 7 ghigno.
4) Jelenhor, 8 giugno. B) Reform, 5 giugno.