Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <244>
immagine non disponibile

244 jpj Magda Jàszay
Murcius Tizenotadìke9 esponente delle piai spinte tendenze rivoluzionarie, nel riportare i fatti napoletani, presenta Ferdinando di Borbone come Tari stoeratico più tenace di tutta Europa, nemico mortale di ogni progresso e ogni tendenza costituzionale, ubo Ha trovalo nell'urto col parlamento napo­letano l'occasione propizia per reprimere le tendenze liberali. Ma dagli avve­nimenti trae previsioni ottimistiche: il re avrebbe definitivamente perduto la fiducia dei sudditi e gli insorti calabresi in marcia verso Napoli avrebbero avuto la possibilitù di abbattere il regime per instaurare nel Sud d'Europa la repub­blica napoletana, fiore della civiltà.1)
Nel corso di giugno i giornali si affrettano ancora ad annunziare favo­revoli progressi della rivolta calabrese, la sconfitta del generale Nunziante e lo sbarco di forze siciliane in aiuto degli insorti. E, come sono disposti a credere nei successi delle forze liberali nel Mezzogiorno, sono così riluttanti d'altra parte ad ammettere la ripresa di Radctzky in Lombardia. È indescrivibile -esclama il cronista di Életképek il sacro furore con cui l'Italiano combat­teva per la sua libertà. Questo piccolo pugno di gente ba respinto la grande massa disgiunta che non era unita da nessun entusiasmo . E ancora un mese dopo una sua corrispondenza predice il prossimo trionfo dell'indipendenza italiana e presenta le vittorie di Radetzky come frutto di un inganno piemon­tese. Nello stesso tempo si rammarica del triste destino dei soldati tedeschi e ungheresi, poiché non c'è morte più disonorevole di quella di chi combatte per la servitù, contro i liberi . E solleva la questione della responsabilità per la morte dei giovani che, invece di essere rimpatriati due mesi prima, vennero uccisi nella sporca e abominevole lotta .2)
Il malcontento e la disapprovazione generale per la passività dei dirigenti nella questione del rimpatrio delle truppe ungheresi misero il ministero in una situazione estremamente difficile, che si rivelò in pieno nel mese di luglio, dopo l'inaugurazione della nuova assemblea nazionale eletta in base alle leggi di marzo.
La questione italiana al Parlamento ungherese.
La nuova assemblea convocata per il 5 luglio doveva infatti assolvere un impegno che il capo del governo aveva da tempo assunto con la dinastia. Vienna aveva fin dall'aprile invitato il governo ungherese a mettere a dispo­sizione dell'esercito austriaco nuovi contingenti militari per la guerra italiana. Ma da parte ungherese era stata data una risposta interlocutoria. La Dieta stava per sciogliersi, il nuovo ministero era appena entrato in carica, la situazione in Ungheria non si .era ancora sufficientemente stabilizzata: la decisione doveva, quindi, essere rimandata di qualche mese.8) Dopo la rivoluzione di Vienna del 15 maggio, la corte si era rifugiala a Innsbrnck. Il luogotenente palatino, accompagnato dai ministri Széchenyi e Eotvos, si recò dal sovrano per invi­tarlo a trasferire la sua sede a Budapest. I disordini viennesi offrirono l'occa­sione propizia per tentare la realizzazione del programma che intendeva fare
*) Màrcius Tizenotodikc, 1 giugno.
2) Életképek, 28 maggio e 25 giugno.
*) A. KÀiioi-Yl, Németujvàri gróf lìattltyàny Lajos elsa magynr miniszterelnok fiibenjàró pdre (La condanna capitate del conto Lajos lìutthyàny di Németujvàr, primo presidente del consiglio dei ministri ungherese), Budapest, 1932, voL l. p. 353.