Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <245>
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L'Italia del Quarantotto e l'Ungheria 245
di Budapest il nuovo centro della monarchia. La presenza del sovrano nella capitale ungherese avrebbe inoltre offerto una garanzia di sicurezza contro l'atteggiamento sempre più minaccioso degli Slavi meridionali, che esigevano la separazione completa dalla corona d'Ungheria e cercavano appoggio presso gli elementi conservatori e antimagiari della corte e del governo austriaco. Ferdinando non si rifiutò formalmente, ma pose come condizione che la nuova assemblea votasse l'armamento di 40.000 nuove reclute da inviare in Lombardia dove la guerra era giunta a una fase critica. A nome del ministero il suo presi­dente Batthyany si impegnò in tal senso, ottenendo in cambio un manifesto imperiale che deponeva Jellachich, capo del movimento croato, dalla carica di Bano di Croazia, ordinando ai Croati di risolvere con trattative pacifiche la loro vertenza con l'Ungheria. *)
Il manifesto non sortì alcun effetto e il Bano, incoraggiato segretamente nella sua azione aniimagiara, continuava a prepararsi allo scontro armato, mentre Batthyany, appoggiato dalla maggioranza moderata del ministero, si sforzava di ottenere una soluzione pacifica del conflitto e di non aggravare i rapporti con Vienna, già tesi per il rifinto ungherese di assumersi una parte del debito pubblico e di avere in comune con l'Austria i dicasteri delle finanze e della guerra, ed anche per le simpatie apertamente manifestate verso gli Italiani e contro la guerra.s) Invece Jellachich, come colonnello dell'esercito imperiale, era deciso fautore della continuazione della guerra e contrario a ogni conces­sione, disposto anche a fornire nuove truppe croate di rinforzo a Radetzky.3) Nella vertenza ungaro-croata nella quale, secondo l'idea del ministero, il sovrano avrebbe dovuto assumersi la parte di arbitro, sembrava indispensabile non scon­tentare la corte venendo meno a un impegno che implicava nello stesso tempo il riconoscimento dei legami che univano l'Ungheria al resto dell'Impero.
H 4 luglio fu quindi convocato il consiglio dei ministri per decidere il testo del discorso della corona e dell'indirizzo di risposta al sovrano. Batthyany espose la necessità di far votare all'assemblea i nuovi contingenti militari da mettere a disposizione del sovrano e trovò d'accordo quasi tutti i ministri, senza sospettare forse le passioni e le polemiche che avrebbe scatenato. Ma Kossuth, che doveva la sua influenza all'ascendente ebe esercitava sul popolo, non era disposto a trascurare l'opinione pubblica e volle sentire, prima di decidere, il
1) M. HOHVÀTH, op. cit., pp. 162, 254.
2) Che gli elementi aulici pensassero fin dagli inìzi del regime costituzionale a ristabilire l'antico ordine, si rivela tra l'altro anche dalla lettera che il feldmare­sciallo ungherese Adam Récsey, comandante della guardia imperiale a Vienna e designalo poi, nell'ottobre 1848, dalla corte come capo del nuovo governo da costi-tuirsi, seriose ittj 'maggio al conte Jùnos Bethlen. Egli si lamenta che la monarchia si trovi < attualmente in uno stato terribile. In Austria la rivoluzione, in Italia la guerra e in Ungheria una dittatura Balthyàny-Kossuth che prima o dopo porterà alla rivoluzione * Spero che tutto possa ancora cambiarsi inbene;Jjn caso contrario, se vediamo che tutto è finito, abbandoniamo l'Italia e richiamiamo Radetzky col suo prode esercito c'è chi parla anche dell'intervento rosso > insomma in breve tempo ristabiliremo l'ordine in Austria e se le province ereditarie saranno ritornate alla normalità, toccherà all'Ungheria, perché .con le attuali concessioni estorte all'im­peratore non si può mantenere la Monarchia e si arriverebbe in conclusione al distacco dell'Ungheria dall'Austria . 1. UBA K, op. cfc, p. 77.
*) F. ECKHART, op. cir., p. 125; D. PAI*, A nutgyar nemzetgyiilés Pestati JH48-ban (L'assemblea nazionale ungherese a Pesi nel I8i8)i Post, 1866, voi. I, p. 235.