Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno <1919>   pagina <461>
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M. Mazziolti 46I
Allorché il Colletta diede a le stampe quello Benito, ai cono­scevano, su le ultime vicende dello sventurato re, soltanto pochis­simi documenti pubblicati dal colonnello Maeirone, che conferì con gli alleati per ottenergli un asilo iu Inghilterra (1), Ja relazione ufficiale del ministro Medici al re Ferdinando su lo sbarco dei Murat al Pizzo, ed alcuni ragguagli inseriti nel Giornale [delle Due Sicilie (2).
Da l'opuscolo del grande storico napoletano è trascorso circa un secolo e durante cjuesto lungo periodo molte altre circostanze e documenti nuovi sono -venuti in luce (3). Il fascino di Gioacchino, della sua radiosa immagine di soldato, di cavaliere, di sovrano, di colui che solo, al dire dei Manzoni, pronunziò la parola che tante etadi invano Italia attese persiste ancora. Panni utile., dopo tantp tempo, esaminare al lume di quelle pubblicazioni la tesi sostenuta dal Colletta.
3-rattavasi, prima di quell'opuscolo, di semplici e vaghi sospetti, doloro stessi, che li riferivano, l'Ulloa, il Pepe, il Bianco li chia­mavano maligne invenzioni. ,Si tramutarono in breve in formali accuse e a .etè diede il destro proprio il Colletta. Egli non si era limitato a difendersi: avva alluso poco favorevolmente a la condotta del generale Pignatelli nella campagna del 1815, rimproverato un tale Ignazio Caratelli di aver spiate infelice re in Corsica per conto della polizia napoletana, aveva vilipeso i giudici della (Domanis--sionò militare, autori della condanna a mìe:: M iioaccÉilno-f.
Il Pigna belli, pur mostrando di itoin prestare alcuna leefe a" la pretesa trama, affermò di aver ragione di credere che il Murat inviasse quattro o cinque lettere ad alcune persono e che il .(Go­verno, ottenesse da alcuna di esse che rispondesse *. (sic) Biasimò il
/!) Fatte mtermants relatifs à lavatile et à la mori de J Murat. and -
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ìfl Sedazione del 17 ottobre 1<81 jMtbbliuafca HÉ3HJ 'fmm i<t. itoci! m Italia, paff, 587. Nofefe pIii-caiÈs; nel ìoi'fle: -ilioEe Due Sioilie del H e 17
ottobre 1915.
[8) Uà egregio studioso napoletano, il dotiti. Nino; òaitese, ha riferito trutte le pubblicazioni ehe si sono occupate di queste accuse M1 ;QdtI:etfca, m un pre­gevole lavoro fSmiiàiè. mtkiiwMeiam - "Ba-pE -- kaber p pag
M II' piatta nella letterft1, slJJ 3fezi poo'anzi cibata dico elio f opuscolo' non piacque. Non piacque perchè feriva molte persone.