Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <246>
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246 Mugda Jàszay
parere dei deputati di maggior prestigio. Alcuni dei deputati interpellati ai opposero violentemente, manifestando le loro vive simpatie per gli Italiani, e Kossuth, clic le condivideva in pieno, propose all'indomani, in una nuova seduta, di omettere dal discorso della corona ogni accenno alla guerra italiana. Già dubbioso circa i risultati che l'offerta del contributo alla guerra avrebbe potuto avere, date le disposizioni ostili della camarilla, Kossutb si lasciò facil­mente influenzare dalle argomentazioni dei più accesi oppositori del piano e sostenne le sue ragioni in un'animata disputa con i colleglli. Baithyàny, dispe­rato di veder compromessa la sua opera per una pacifica intesa con la corte, riuscì alla fine a far accettare una soluzione di mezzo: fu steso un verbale che stabiliva di chiedere al re che nel discorso della corona, per quanto riguardava la questione italiana, ci si limitasse a ricordare che nel Regno lom­bardo-veneto, dove le truppe di S.M. erano state attaccate dall'esercito del re di Sardegna e di altre potenze, la guerra non si era potuta ancora terminare . L'indirizzo di risposta delle due camere avrebbe auspicato che la questione italiana si risolvesse in maniera conforme alla dignità del trono e alle rispettive giuste esigenze . *) Il verbale invece è più esplicito e fìssa esatta* mente la linea di condotta decisa dal ministero: non mette in discussione l'obbligo stabilito dalla Prammatica Sanzione di difendere il sovrano da aggres­sioni esterne, anzi si impegna qualora la pace e l'ordine siano ristabiliti e l'indipendenza d'Ungheria sìa garantita e riconosciuta anche dal governo austriaco di mettere a disposizione del trono, per assicurarlo contro aggres­sioni esterne, quella parte dell'esercito che non sia necessaria per la difesa della pace e della libertà e dei diritti della nazione.
A questo punto, però, il documento esprime una riserva ispirata da Kossuth e formulata nei seguenti termini : Mentre, però, il ministero, nel caso che sia sicuramente ristabilito l'ordine e la pace nel paese e ne sia garantita l'indi­pendenza e l'integrità materiale e morale, si impegna, ai sensi della Prammatica Sanzione, a difendere S.M. da aggressioni esterne, desidera mettere in chiaro la sua esplicita protesta contro ogni interpretazione che attribuisca tale impegno all'intenzione di partecipare all'oppressione della nazione italiana lombardo* veneta; a tale riguardo non ad altro sarà disposto, sempre nel caso sopra accen­nato, che a contribuire a ottenere la conclusione di una pace e di un accordo con la nazione lombardo-veneta che corrisponda ugualmente sia alla dignità di S.M. che ai diritti alla libertà e alle giuste esigenze della nazione ita­liana .2>
Trovata la formula di compromesso restava farla accettare all'assemblea nazionale. Nella nuova camera costituzionale, non ancora divisa in partiti poli­tici nettamente distinti l'uno dall'altro, il governo poteva contare sull'appoggio della maggioranza.8) Esisteva tuttavia un gruppo considerevole di deputati di sinistra che gravitavano intorno al circolo radicale e alla associazione del* l'eguaglianza e che nei loro organi di stampa e nelle riunioni politiche non si facevano scrupolo di criticare apertamente la linea di condotta del governo. Nell'atmosfera carica di tensione che gli elementi conservatori austriaci e locali non esitavano di definire uno stato di aperta rivoluzione , la loro influenza sull'opinione pubblica era tanto più temìbile in quanto il governo
3*< A. KABOMN, op. tì pp. 354459; M. Hotivitn, op. effe voi.. I, p. 258. 2) 1"). PAI, op, ci*., voi. I, pp. 152453; M. HOHVATM, op. effc, voi. L p. 258: Pesti Wrlap, 25 luglio.
8) F. EcK*MT, op. CtL, p. 119.