Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <247>
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L'Italia del Quarantotto e VUngkeria 247
si preoccupava contìnuamente di mantenere la calma e l'ordine per non allarmare maggiormente Vienna e non dar pretesto alla camarilla di intervenire a mano armata negli affari interni del paese.
La questione italiana era appunto uno dei problemi nei quali era da pre­vedere una risolata opposizione dei radicali.1' Infatti, fin dal 7 luglio, Reform dà rallarme: si è diffusa la voce che, in seguito a un telegramma di sollecito giunto da Vienna, una conferenza tenuta da Kossuth avrebbe esaminato l'oppor­tunità di far votare al Parlamento l'invio in Lombardia di nuovi contingenti militari. E il giornale prende subito posizione in modo inequivocabile: Qualora 1 Austria avanzi veramente tale richiesta, al ministero non resta che una sola alternativa: o rifiutare risolutamente questa pretesa mettendosi in una posi* zione di vera indipendenza oppure dimettersi . -)
L*ll luglio, in un potente discorso tenuto alla Camera dei deputati, Kossuth illustrava la grave situazione in cui l'Ungheria versava per le insurre­zioni armate delle sue varie nazionalità, e faceva votare all'unanimità, tra la commozione e l'entusiasmo generale, la leva di 200.000 reclute e un prestito di 42 milioni di fiorini per la difesa nazionale. I sospetti del pubblico circa il futuro impiego delle forze armate aumentarono, anche perché qualche gior­nale dell'opposizione rilevò che l'oratore, nel passare in esame la situazione politica internazionale, non aveva fatto cenno all'Italia, pur cosi importante per l'Ungheria.8) Certo - osserva tendenziosamente il giornale non è da credere ohe gli stessi ministri i quali nell'ultima Dieta, quando appartenevano ancora all'opposizione, avevano deplorato la guerra con l'Italia e l'oppressione di un popolo che combatteva per la sua libertà, possano ora spontaneamente e di loro volontà concedere le forze del nostro Paese per una guerra contro la libertà, che non potrà mai avere buon esito . L'articolo si conclude con un invito ai democratici radicali a vigilare sui passi del governo.
Nelle sedute del 13 e 15 luglio il deputato Tancsics interpellò il ministro della guerra circa la verità delle notizie relative all'invio dei volontari al fronte italiano, facendo notare lo stato di agitazione in cui si trovava la cittadinanza di fronte a quella prospettiva. Il ministro cercò di calmare gli spiriti con una smentita alquanto generica.4) Nello stesso tempo qualche giornale più mode­rato, rendendosi conto delle difficoltà tra cui si dibatteva il ministero, consi­gliava di trattare la questione italiana con molta riserva e prudenza. )
D ministero da porte sua, per vincere la prevedibile resistenza dell'oppo-
1) Infatti, già durante la campagna elettorale di giugno, Munkasok Vjsàgja vuole che i nuovi deputati si battano per ottenere che le forze armate ungheresi possano essere adoperate soltanto contro i nemici del loro paese e non nell'interesse perso­nale del sovrano... contro la libertà di altre nazioni e che, pertanto, i soldati ungheresi vengano immediatamente rimpatriali dall'Itali e sia assicurata da parte nostra la libertà dell'Italia . Numero del 4 giugno.
2) Reform, 7 luglio.
8) MàrciwtiMhnoiodikv, 12 luglio; Reform, 16 luglio.
*) Munlcàsolc Lljsiigjn, 23 luglio; Kossuth Rirlapja (fondato da Kossuth il 1 giu­gno, diretto da József Bajza, scrittore e critico letterario), 17 luglio; M. MOIIVATH, op. cit vòL I, p. 274; D. PAP, op. cit* voi. I, p. 123; F. ECKHART, op. cit., p. 124.
) Per quanto concerne gli affari italiani siamo addolorati di dire che la rea­zione ha portato le cose a tal punto per cui in questo momento non possiamo che approvare la condotta del ministero consistente del resto nel non fare e non dire niente - - e riteniamo più opportuno che per ora anche i dupututi sì pronuncino sull'argomento con la maggiore prudenza possibile. Ncmzeti, 15 luglio.