Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
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1968
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miglia del Quarantotto e VUngherìa 249
dere l'appoggio di Vienna; quindi, ai supremi interessi dell'autoconservazione. *) Ma gli esponenti dell'opposizione levarono alte proteste e trovarono argomenti efficaci per sostenerle.
Il deputato József Irinyì, prendendo la parola dopo Kossuth, si meravigliò che l'assemblea ungherese, la quale doveva la sua esistenza a movimenti come quelli sorti in Italia, potesse pensare spontaneamente a intervenire in Lombardia. E se gli Italiani, obiettava, avessero rifiutato le condizioni di pace offerte, doveva forse l'Ungheria prestarsi anche a promuovere a mano armata la vittoria dell'Austria? Si illudeva chi credeva di poter guadagnare i favori della camarilla compromettendo l'onore della nazione.
Era stata la stessa Dieta ungherese ricordò un altro deputato, Ferenc Kubìnyi che aveva chiesto all'imperatore la costituzione per tutte le sue province. Ma la grettezza burocratica aveva negato agli Italiani quel che era il loro diritto. Allo scoppio della lotta armata avevano contribuito anche gli Ungheresi invitando gli Italiani a combattere per la loro libertà.2)
L'Austria non ha nulla da guadagnare col possesso del Lombardo-Veneto sosteneva un altro oratore3) dove, da 30 anni, il malcontento della popò* lazione è contenuto solo con le armi. Dio e natura lo dividono dall'Austria: gli antagonismi sono molti e insormontabili, dalla posizione geografica al carattere, alle inclinazioni e perfino alle tradizioni storiche, e non scompari ranno mai.
Intervenendo in Italia ammoniva il deputato Boldizsar Halasz l'Ungheria avrebbe perduto le simpatie dei popoli civili d'Europa, solidali con la causa italiana. E come si poteva infatti garantire che l'Austria, una volta riconquistato il potere, avrebbe mantenuto i patti e non avrebbe invece cercato di ripristinare il regime assolutistico in Italia?
A questo punto prese la parola Kossuth e propose, come soluzione, di consigliare all'Austria l'accettazione di una linea di demarcazione che poteva essere l'Adige oltre la quale la popolazione avrebbe ottenuto completa autonomia, mentre alla parte di qua dal fiume sarebbero state assicurate le istituzioni più libere con l'obbligo tuttavia di assumersi una parte del debito pubblico per salvare dal fallimento le finanze della monarchia. La proposta, interpretata dall'assemblea come presa di posizione ufficiale del ministero, a nome del quale Kossuth parlava, piacque ai deputati della destra si trattava in sostanza di una soluzione già contemplata anche dai liberali austriaci e, in un periodo critico della guerra, dallo stesso governo Pillersdorf *) perché sembrava conciliabile con i princìpi dell'Ungheria liberale senza per questo esprimere un netto rifiuto della richiesta austriaca. Ma gli altri ministri, e soprattutto il presidente del consiglio, rimasero contrariati vedendo l'impulsivo Kossuth prendere un'iniziativa non concordata precedentemente con i colleghi. Alla seduta dell'assemblea seguì una riunione del gabinetto alquanto movimentata: dopo una vivace discussione fu deciso che l'indomani alla camera Kossuth avrebbe rettificato quanto aveva detto spiegando che si trattava solo di sue opinioni personali, e avrebbe letto una dichiarazione del governo per calmare l'opposizione indignata.0)
*) Pèsti Hirhtp, 25, 30 luglio; K'òslìmy (giornale ufficiale dirotto da Adolf Gyurroàn; caco dal 10 giugno 1848 alTll agosto 1849), 22, 23, 24 luglio:. 2) Kossuth Hlrlapja* 23 loglio.
8) Il deputato József Àgoston. D. PAI>, op. rit>, p, 160; Kozlony, 22 luglio. *) A. KAROLVI, op atti, p. 361. 0) Ibidem, p. 360.