Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno
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1968
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253
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L'Italia del Quarantotto e l'Ungheria
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coloro che hanno imposto all'offerta d'aiuto per la guerra clausole e interpretazioni per cui la stessa promessa ha provocato più dispetto che soddisfa* zioue e gratitudine hi chi si doveva invéce obbligare . l>
Per ragioni opposte, Kossuih deve subire giudizi ancora più severi da parte dei giornali di sinistra. Nessuno, nemmeno un uomo politico può permettersi di sacrificare i prìncipi e le simpatie alle esigenze delle circostanze contingenti sostiene l'editoriale di Reform. L'Italia merita la riconoscenza e la simpatia di tutti perché fu la prima a lanciare la parola d'ordine della libertà coniro l'assolutismo, come era stata in altri tempi la terra che irradiava la civiltà in tutta Europa. Non si può non meravigliarsi pertanto del linguaggio tenuto da Kossuth: tutta la sua vita è una negazione di questo suo nuovo, duplice atteggiamento. Egli vuole giustificare Terrore del ministero con dei sofismi che non convincono. Come si può infatti si domanda l'articolista anonimo paragonare la guerra degli Italiani contro l'Austria alla ribellione dei Croati che ha carattere reazionario, fomentata com'è dall'Austria nel tentativo disperato di mantenere l'assolutismo contro le idee dell'era moderna? Invece in Italia un popolo intero unito da un sentimento e un pensiero comune, è insorto come un uomo solo per combattere contro il dispotismo per l'indipendenza nazionale, per il diritto e la libertà, per la proprietà e l'autonomia . Se il ministero vuole offrire un contributo all'Austria contro gli Italiani, la sua offerta resterà una parola vuota di contenuto perché troverà contrari tutti gli Ungheresi liberali: nessuno, in nessun modo, riuscirà mai a reclutare in Ungheria soldati contro l'Italia.
Il sotterfugio cui Kossuth è ricorso alla fine continuano le critiche di Reform spiegando che si trattava solo di intervenire per salvaguardare l'indipendenza dell'Italia nella pace che si dovrà concludere, non ha fatto che peggiorare la situazione: una frase che non risolve niente, e di dubbio valore nei riguardi dell'Austria, la quale, bisognosa di aiuto militare, non vorrà sapere dell'offerta mediazione.
Tuttavia, se mediazione sarà avverte il giornale non dovrà mai oltrepassare i limiti di suggerimenti amichevoli. Volendo imporre con la forza una soluzione non gradita agii Italiani l'Ungheria si attirerebbe il disprezzo di tutta Europa e si renderebbe indegna anche della poca libertà di cui gode perché si mostrerebbe ingrata verso l'unica nazione che abbia dimostrato una sincera simpatia per la sua causa.
Ma non solo per considerazioni morali Reform è contrario all'intervento con la forza: respinge anche gli argomenti di chi, per ragioni utilitaristiche, è disposto a venire incontro all'Austria. Trova assurdo l'offrire aiuti militari alla potenza che è la maggiore responsabile dei disordini in Croazia. Altrettanto erroneo gli sembra motivare l'intervento con la necessità di evitare il fallimento finanziario dell'impero. Il Lombardo-Veneto, esaurito dalla guerra, non sarà in grado di contribuire all'estinzione del debito pubblico: d'altronde l'Ungheria, intervenendo in questo senso, riconoscerebbe valido lo stesso obbligo anche per se stessa. ->
Ma più implacabile di tutti è il giudizio di Népelem, diretto da Madarasz. Fin dagli inizi del dibattito parlamentare chiama scandalo l'affare italiano
*) Figyelmezo, 23 luglio, 13 agosto. 2) Reform, 22, 23 luglio.