Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <254>
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254 Magda Jószay
e dichiara categoricamente che la nazione non macchierà d'infamia il suo esor­dio nella vita dei popoli liberi prestandosi a essere vile strumento della rea­zione. Accusa Batthyùny, Kossutli e Dcak di essere i continuatori della politica di oppressione in Italia iniziata da Metternirli. Quel che il precedente governo ungherese tutto asservito a Vienna non aveva osato proporre, il contributo attivo contro la libertà italiana* viene fatto invece dal governo nato dalla rivoluzione. Kossuth viene personalmente chiamato in causa come autore della deliberazione e il 22 luglio, data della votazione, è ricordato come una pagina nera della storia della nazione.
Il giornale, radicale e antimonarchico per principio, arriva perfino a pren­dere le difese di Carlo Alberto, intervenuto per salvare le sorli dei Lombardo-veneti ed eletto poi loro re per gratitudine. Questo fatto non muterà pertanto le simpatie che tutti i popoli liberi dell'Europa provano per gli Italiani. Il Quarantotto europeo è da considerarsi appunto come uno schieramento di questi popoli contro i governi antiliberali. Che magnifico spettacolo sarà esclama con ironia il commentatore vedere anche l'Ungheria schierata con gli oppressori, a fianco dell'Austria e della Russia! s.1)
Mórcius Tizeniitodike è impegnato soprattutto a dimostrare l'assurdità del­l'idea di una guerra contro l'Italia. Gli Italiani non rinunceranno mai alla libertà conquistata: 2) voler riprendere l'Italia significherebbe dover dare l'as­salto a ogni singola casa perché gli Italiani, anziché arrendersi, preferiranno morire fino all'ultimo uomo. É altrettanto assurdo parlare di una pace con­forme alla dignità del trono, nei confronti di una grande nazione dalle più illustri tradizioni storiche: essa non sarà disposta a cedere nulla all'Austria sulla quale ha già riportato una vittoria clamorosa.
Ma è soprattutto assurdo pretendere nota Mórcius Tibenotodike che il popolo ungherese partecipi senza convinzione, senza entusiasmo a una azione che lo esporrebbe al vituperio di tutta l'Europa liberale. L'idea del­l'Ungheria baluardo della civiltà occidentale è ripresa qui in funzione eminentemente politica: accogliere le conquiste del liberalismo europeo e sostenerle contro i vecchi sistemi a base assolutistica rimasti in piedi nei paesi confinanti. Rinnegare questa missione per offrirsi come strumenti della reazione sembra inconcepibile agli uomini di marzo .s)
Il giornale di Téncsics accusa di incoerenza la politica del governo che intende scendere a patti proprio con i successori e discepoli di Mettermeli, fomentatori del moto slavo, invece di agire con energia, richiamare le truppe dall'Italia e offrire la sua alleanza a tutte le nazioni libere, e in particolare a quelle italiana, francese e tedesca.4)
i) Népelem, 20, 25, 26 luglio, 3 agosto.
2) < In Italia la libertà è 6tuta conquistata col sangue, e non con discorsi e ombrelli, come a Pesi e a Pozsony rileva con sarcasmo il redattore, alludendo alla giornata piovosa del 13 marzo.
8) Mùnius Tixendtodike, 19, 20 luglio. In Ungheria, si è- in accordo 6olo su due cose! solo in due questioni non esiste dissidio: nel non voler sapere del debito pub­blico e neH'niigurure ogni successo agli Italiani. Se non siamo disposti a pagare ì debiti altrui non vogliamo certo versare il sangue per le colpe altrui e contro una causa giusta . Ibidem, 21 luglio.
*) Munktok Ujsàgju, 30 luglio. Lo stesso giornale, nel n. del 6 agosto, pubblica anche una lunga e brutta poesia dal titolo Non offendete gli Italiani chi a-