Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <256>
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256 Magda Jószay
a una radicale modificazione della costituzione ungherese con l'accentramento dei poteri a Vienna, il governo e 1 parlaménto ungherese fecero un altro passo verso l'emancipazione. Per rendere più stretti i rapporti con il Parlamento tede* aco di Francoforte presso il quale l'Ungheria aveva inviato in maggio due suoi delegati1) il 3 agosto la Camera dei deputati deliberò che l'Austria qualora il suo governo, dimenticando gli interessi della monarchia e della dinastia, dovesse entrare in conflitto armato con la confederazione germanica, non potrà mai contare sull'aiuto dell'Ungheria deliberazione che provocò l'accusa di incoerenza da parte di un giornale, con la rievocazione della questione della guerra italiana.-) Ma poco dopo il Parlamento modificò la sua posizione anche a questo riguardo. Il nuovo progetto di legge sull'organizzazione e l'impiego delle forze armate, discusso nella seduta del 16 agosto, prevedeva anche di completare con nuovi contingenti supplementari i reggimenti ungheresi già esistenti, ma con la clausola (art. 2) che essi potessero venire impiegati sol­tanto contro un nemico che avesse aggredito l'Ungheria stessa. 3)
Intanto, se con la conclusione della guerra italiana si poteva considerare superata la promessa d'aiuto armato, si rendeva più attuale che mai la media­zione di pace prevista dalla deliberazione del 22 luglio. Il 17 agosto il deputato Perczel interpellò il governo al riguardo, chiedendo se, dopo che le forze dell'assolutismo avevano vinto l'entusiasmo della libertà, e la Lombardia era ritornata sotto il giogo antico , il gabinetto ungherese fosse intervenuto a Vienna, secondo l'impegno preso, per assicurare alla Lombardia le libertà costituzionali. Egli fece presente che nel proclama emanato da Radetzky dopo la vittoria si parlava solo della restaurazione dell'ordine antico e aggiunse che, mentre Francia e Inghilterra si adoperavano per ottenere una pace giusta, all'Ungheria quel dovere incombeva tanto più in quanto aveva contribuito, se non coi fatti con le parole, alla conquista dell'Italia.
H giorno dopo Kossuth informò la Camera che il governo aveva a sno tempo inviato al suo ministro degli Esteri prìncipe Esterhàzy il testo dell'indi­rizzo di risposta al discorso della corona, con l'istruzione di servirsi di ogni occasione propizia perché si promuovesse l'attuazione, secondo le circostanze e le occasioni del caso, della politica formulata dal ministero e dalla Camera. Egli annunziò poi rinvio di un nuovo sollecito al ministro.4)
La mutata situazione nell'Italia del Nord non valse, però, a stroncare di colpo le speranze di un accomodamento favorevole agli interessi italiani. I commentatori di qualche giornale si sforzano di dimostrare la sconvenienza per l'Austria di conservare le province italiane. Se l'Austria si limiterà all'occu­pazione della Lombardia - scrive Emil Àbranyi su Kossuth Hirlapja potrà sempre trovarsi contro Soma, la Toscana, il Piemonte e gli stessi Lombardi. Se poi vorrà continuare ed estendere la guerra, provocherà immancabilmente l'intervento francese e una sicura sconfitta. Essa non potrà mai sentirsi sicura
x): Il deputato Dènes Pàzmundy e il giurista Lfiszló Szolay, accolti con simpatia dalla maggioranza de delegati tedeschi. E. WALDAPFBL, À fuggetlen magyar hulpolitìho. j848-11149 (La politica estera ungherese indipendente), Budapest, 1962, p. 18.
3) Munkósoh Ujsùgju, 10 agosto; Népelem, 6 agosto.
8) A. KÀnoi.vt, op. cit.t p. 265; F. ECKHART, op. cik, p. 124.
*) Kossuth flirliipja, 20, 28 agosto* Esterhàzy si adoperò effettivamente presso il governo austriaco nel senso delle istruzioni ricevute, ma attenuo solo risposte generi che: che era/ eroe, prevista l'estensione della costituzione austriaca anche alle province italiane. J. HAJNAT., op, cì.t., p. 87.