Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <257>
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L'Italia dal Quarantotto e l'Ungheria 257
in Italia, con una popolazione esasperata dalle ingiustizie di lunghi secoli. L'Austria tiene al possesso della Lombardia per evitare la rovina delle proprie finanze e il giornalista suggerisce come soluzione la completa rinunzia del­l'Austria ai territori italiani, previo accordo per la partecipazione della Lom­bardia agli oneri del débito pubblico, e la garanzia di un libero accesso al mare per l'impero, indispensabile per il suo commercio con l'Oriente. *)
L'Austria non potrà mantenersi a Milano sostiene anche Zerffi, direttore di Népélem che con grandi sacrifizi di denaro e di armi. L'odio contro i Tedeschi non potrà essere estinto con i cannoni; d'altra parte l'Austria non è disposta a rendersi più gradita concedendo libere istituzioni: cercherà, se­condo il suo sistema, di avvilire la popolazione con un regime di polizia e di spionaggio e con un forte esercito (l'occupazione, il mantenimento dei quali comporterà spese considerevoli. Perciò l'Austria non avrà guadagnato nulla con la vittoria di Radetzky, la quale non avrà effetti duraturi. a)
Tuttavia questa vittoria, oltre a destare un senso di abbattimento per il destino degli Italiani seguiti con simpatia e solidarietà nella loro lotta,8) è anche motivo di serie preoccupazioni per le conseguenze che potrà avere sulla situazione dell'Ungheria. Si teme che l'esercito vittorioso di Radetzky, strumento cieco e obbediente nelle mani della camarilla, potrà essere adoperato per re­primere le libertà conquistate nelle altre parti della monarchia. Si fanno rife­rimenti alla nota mentalità antiliberale degli ufficiali dell'esercito imperiale; si citano le loro dichiarazioni ostili per cui non attenderebbero che la fine della guerra italiana per farla finita anche con i liberali di Vienna e d'Ungheria. In­fatti osserva Munkasok Ujsàgja noi abbiamo potuto ottenere con tanta facilità la nostra libertà unicamente perché i Tedeschi erano costretti a traspor­tare la maggior parte del loro esercito nell'Italia insorta; se ciò non fosse stato, avrebbe continuato a opprimerci come eravamo oppressi prima . *)
Un altro articolo commenta il proclama di Radetzky che comanda in tono marziale alla Lombardia di arrendersi , e ne trae tristi presagi per i destini del­l'Italia e dell'Ungheria. H proclama, che si legge con orrore , vuole giustificare una guerra contraria alla ragione e ai diritti di un popolo. Come infatti si domanda il redattore si può costringere un popolo a staccarsi dai consanguinei della stessa nazionalità e della stessa lingua, per sottomettersi ad un sovrano che non può trovare alcuna simpatia? .5)
Tutt'altra è la reazione dell'anticlericale Figyelmezof ufficialmente non alli-
1) Kossuih Rirlapjoy 4 agosto.
2) Népelem, 11 agosto.
a) 4 Da quando Radetzky si trova di nuovo a Milano scrìve Marcila Tixenoto dike il 18 agosto i cittadini di Post sono avviliti e sospirosi . Ma la compassione per gli Italiani non è dettata da motivi egoìstici : Noi non auguriamo il trionfo delle armi lombarde per vederle un giorno brandite al nostro fianco, ma perché desideriamo veder trionfare dovunque la causa della giustizia .
*) Munkasok Ujsàgja, 20 agosto ; v. anche JVemzeti, 9 agosto. Un mese più tardi, quando la tensione con Vienna giungerà u una fase critica e provocherà le dimissioni del governo, anche Kossuth attribuirà alla mutata situazione in Italia la decisione degli ambienti reazionari di Vienna di iniziare la loro offensiva aperta contro l'Un­gheria. (Cfr. verbale della sedata della Camera del 16 settembre, in D. PAP, op, cfc, voi. H, p. 253).
6) Népelem, 11 agosto*