Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
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1968
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258
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258 Magda Jàszay
neato con nessim partito, ma di sentimenti apertamente dinastici e filo-austriaci. '> 11 giornale non nasconde la sua soddisfazione per l'esito della guerra italiana, che risolverà problemi molto grandi . E rivolge un monito a quanti, in Ungheria, avevano auspicato il trionfo delle armi italiane attendendone con se-guenze favorevoli all'Ungheria, e avevano sognato l'alleanza della Germania liberale e dell'Italia: Non cerchiamo quindi alleati lontani e chimerici e non guardiamo come nemici coloro con i quali, per legge della natura e della storia, dobbiamo vivere in buon accordo . Dov'è, infatti, l'Italia unita la cui alleanza è stata tanto raccomandata dal National francese? Non è che un ideale sognato e presto svanito; allo stesso modo come la Germania imita non potrà mai diventare realtà. Sarebbero questi, osserva con pungente ironia il cronista, gli alleati della luna tanto desiderati dalla schiera dei neo-statisti ungheresi.2)
Un editoriale dello stesso giornale riduce l'origine e il carattere della guerra a una questione puramente finanziaria: l'accettazione o meno, da parte italiana, di una quota del debito pubblico che grava sull'Austria. Somma che sostiene il giornale venne in gran parte investita per la prosperità dell'Italia stessa. Di conseguenza, la guerra che l'Austria ha condotto per far valere le sue legittime pretese, sarebbe stala pienamente giustificata, e sarebbe falsa ogni altra interpretazione liberale e patriottica datale dagli Italiani stessi e dai loro fautori. Perciò osserva il giornale se è comprensibile l'amarezza degli Italiani nei riguardi di Radetzky, da parte degli statisti ungheresi è segno di scarsa maturità politica il disapprovarlo. Dall'esito della guerra dipendeva infatti la sussistenza o la dissoluzione della monarchia nei quadri della quale anche l'Ungheria può trovare la sua migliore alleata: l'Austria. 3>
Esaminando poi le eause che hanno determinato il fallimento della lotta d'indipendenza degli Italiani, il redattore crede di ritrovarle nella mancanza di preparazione morale e materiale, nella maniera precipitosa in cui si voleva ottenere di colpo quanto richiedeva invece lunga maturazione. Un altro ostacolo era costituito, per l'autore, dagli intrighi e dalle rivalità di partito che hanno neutralizzato l'azione delle masse: la defezione del re di Napoli impegnato a sedare i moti interni del regno; il dilemma del Papa restio a dare un contributo alla guerra; i timori della Toscana verso la Sardegna e l'esitazione dei Lombardo-Veneti nella scelta tra repubblica e monarchia. Infine, ragione ultima che il giornale tiene a presentare come una lezione, che demonio e motore di tutto il movimento era Mazzini, un sognatore ateo e comunistoide. DhcUe justUiam moniti.*)
Gli altri giornali sono unanimi nel dare la colpa a Carlo Alberto dell'esito infelice della guerra. Gli si rimprovera di aver abbandonato segretamente Milano, pronta alla resistenza, e di aver tradito la causa dell'indipendenza italiana. ù> Egli avrebbe sacrificato questa causa ai propri interessi egoistici, rifiutando l'aiuto offerto dalla Repubblica francese; anzi, avrebbe affrettato la conclusione dell'armistizio per prevenire quell'intervento che riteneva pericoloso
i) Il 10 dicembre il giornale verrà sopprosso; ricomincerà a uscire il 21 gennaio 1849, dòpo l'occupazione della capitale da parie di Wiiiriisciigriiiz, in spirito di pieno conformismo.
a) Figyelmozo, 13 e 18 agosto.
s) Ibidem, 24 agosto.
4) t bitleni) 1 settembre.
B) VatSrnapi Vftg, 24 agosto.