Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <260>
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260 Magda Jàszay
fonti e a varie riprese, le voci di una nuova rivolta scoppiata a Milano, della cacciata di Radetzky dalla citta, del malcontento serpeggiante nel suo esercito *) e perfino della ripresa della guerra da parte del re di Sardegna, che con 100.000 nomini sarebbe in marcia su Milano. -) Il giornale ufficiale Koxlony lancia la notizia della rivolta dilagante in tutta l'Italia centrale e settentrionale, da Pisa e Livorno a Parma, Modena, Treviso, Milano.3) Pesti Hirlap, accennando a un proclama del generale Welden che mette in guardia i soldati austriaci contro le tendenze di rivolta manifestatesi tra la popolazione italiana, osserva con iro­nia che gli Italiani sapranno affrontare l'esercito austriaco anche in campo di battaglia aperto.4) Da vaghe informazioni risulterebbe anche che i soldati un* gheresi e croati avrebbero abbandonato l'esercito in Lombardia per accorrere in patria: e l'editoriale di Nemzeti ne trae il lieto auspicio di una prossima rapida vittoria di Carlo Alberto su Radetzky.5!
È soprattutto il giornale di Kossuth che segue con molta attenzione quanto avviene in Italia in quei mesi. Mentre i giornali, a partire da novembre, si la­mentano che le corrispondenze regolari dall'estero sono tagliate o alterate per* che passano attraverso i canali di Vienna,0) a Kossuth Hirlap ja, meglio infor­mato, non sfuggono avvenimenti che ritiene importanti per i futuri sviluppi della vita politica della penisola. Considera tale tra l'altro il primo congresso della Società per la Confederazione Italiana inaugurato a Torino il 12 ottobre. Commentando l'avvenimento nota che è impossibile mantenere nella penisola il sistema di Stati autonomi e sottolinea la necessità per i governi di ve­nire incontro alla tendenza generale della popolazione.7) Predice prossimo il giorno della riscossa italiana, quando il paese del Petrarca e di Silvio Pellico, come anche il nostro, passerà dal caos rivoluzionario e dalla servitù allo stato di libertà . Il distacco dell'Italia, previsto come inevitabile anche per l'appog­gio della Francia, è giudicato fatale per resistenza stessa della monarchia ab* sburgica, esaurita nelle finanze e incapace di reggere all'urto dell'* animosa nazione italiana che ha già sparso tanto sangue per la patria . Sarà l'avvio alla
1) Népelem, 4 settembre, che commenta cosi il fatto: per noi l'insurrezione italiana non potrà avere che un effetto benefico . Budapesti Divatlap del 6 settembre constata: La conquista delle province italiane è tntt'altro che un fatto compiuto. V. anche Pesti Hirlap, 11 novembre, Kossuth Hirlupja, 11 novembre.
2) Pesti Hirlap, 5 novembre; v. anche Màrcius Tibendtddike, 4 novembre, Bu­dapesti Divatlap, 4 novembre.
*) Koxlony, 10 novembre. I moti di Milano, inferiti sulla scorta di giornali tori* nesi, sarebbero scoppiati per impedire la distruzione di alcuni palazzi minati dagli Austriaci. La stessa corrispondenza parla di un concentramento di forze piemontesi a Novara.
4) Pesti Hirlap, 11 novembre. Anche nelle corrispondenze private del tempo vengono trasmesse notizie del genere. In Italia scrive il 18 ottobre Ferenc Bittó alla moglie la guerra ricomincerà il 22 di questo mese: noi stringeremo alleanza con i Francesi e con gli Italiani e con Vienna (insorta). E un altro, il 2 novembre: e Carlo Alberto tei mit 150.000 Mann in das Lombardisch-Venezianische Konigreich eingebrochen - bai Fiume mit 5 Dompfkriegsfregauen hloquiert fax seine Briider die Ungatn. E WAVUAPKKL, Carteggi rit., voi. II, pp. 202, 270.
0 Nemzeti, 5 novembre; v. anche Pesti Hirlap, 7 novembre; Màrcius TUenoto-ditte, 4 novembre; Kossuth Hirlupja, 10 novembre; Figyelmezu, 8 novembre.
) Nemzeti, 7 dicembre; Koxlony, 14 novembre; Figyelmezo, 8 novembre; Kossuth Hirlap ja, 4 novembre.
7) Kossuth Hirlupja, 28 ottobre.