Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <261>
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VItalia del Quarantotto e l'Ungheria
disgregazione dell'intera compagine dell'impero, alla quale anche l'Ungheria non rimarrà estranea.1)
È sotto questo aspetto, come tendenza a una maggiore unità democratica tra le varie parti della penisola, che vengono considerati anche i grandi muta* menti nel governo dello Stato pontifìcio culminanti nella fuga del Papa. Roma viene additata come il nuovo centro dei movimenti italiani, e la politica di mo­derate riforme di Pio IX giudicata inadeguata alle esigenze della rivoluzione che vuole una completa libertà e la nazione italiana una e indivisibile >. Attri­buito questo significato ai moti romani, si arriva alla visione di un'Italia che deciderà, ancora una volta, i destini dell'Europa. E, come conseguenza più di­retta, si prospetta l'eventualità dell'intervento francese a favore del pontefice, che potrebbe, però, anche essere l'occasione di uno scontro armato con le forze austriache stanziate in Italia.2)
Nemzeti nota negli ultimi sviluppi della politica italiana una tendenza comune verso forme repubblicane, valida per Roma e la Toscana come per Napoli e la Sardegna. Giudica che quel processo potrà portare un contributo positivo al progresso dell'umanità in generale, ma solo in quanto sarà guidato da una comune idea direttrice e da esponenti coraggiosi capaci di contenere il movimento e salvarlo dall'anarchia.3)
Prospettive di un'alleanza italO'Ungherese.
Dalle esperienze dei fatti appare più che mai evidente agli osservatori il parallelismo dei moti in Italia e in Ungheria. Se agli inizi del '48 erano comuni le tendenze liberali e costituzionali, ora un altro fattore, il carattere anriaustriaco e antiabsburgico. viene a costituire un nuovo e valido punto d'incontro. Per quanto i dirigenti ungheresi non siano arrivati ancora, per uno scrupolo di mantenersi sul terreno della legalità, a rifiutare ufficialmente la sovranità di Ferdinando, de facto agiscono con piena autonomia, e la stampa discute aper­tamente sulla scelta della futura forma di governo. Uno dei primi atti dell'eman­cipazione avvenuta è l'inaugurazione di una politica estera separata da quella dell'Austria, e l'invio a Parigi del conte Làszló Teleki in veste di rappresen­tante ufficiale del governo ungherese. Oltre a prendere contatti col governo francese, Teleki era anche incaricato di dirigere e coordinare l'attività di altri inviati ungheresi da delegarsi presso diversi governi europei.4)
Primo compito dei rappresentanti doveva essere, nell'idea di Kossuth,
s) Ibidem, 26 28 novembre.
2) Ibidem, 12, VJ dicembre.
8) Nemsèti, 12 dicembre.
*) Anche dopo in formazione del governo ungherese indipendente, l'Ungheria continuava a essere rappresentata all'estero dalle missioni diplomatiche della, monar­chia austriaca. Vienna avevo finito per protestare formalmente contro la presenza presso il parlamento tedesco di Francoforte dei due delegati ungheresi Paxnuindy e Szalay. E. WAMUTOH* Politica, estera. eh.,, pp. 378. II principe Pài Eaterhazy, ricordato comunemente come ministro degli esteri ' aveva la carica ufficiale di ministro delegato presso hi persona del re e risiedeva alla corte. La missione Teleki fu decisa mentre era ancora in carica il ministero Batlhyàny, ma egli ebbe le istruzioni da Kossuth ed era poi in corrispondenza personale con lui. Ibidem, pp. 49-53; C. ÓVARY AVARY, Teleki Làszló grò} parisi kiitdetése 1848-ban (La missione a Parigi dèi conte L. T. nel 1848), in Haborus Felftlasség, 1930-31, voi. IL pp. 434442.