Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
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1968
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262
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262 Magda Jdszay
quello di informare i governi e l'opinione pubblica dei rispettivi paesi di de* atìnazione intorno alle basi giuridiche dei rapporti ira Austria e Ungheria, e al vero carattere dei contrasti tra questi due paesi da una parte e tra l'Ungheria e gli Slavi dall'altra, per assicurarsi le simpatie e l'appoggio di quelle nazioni neutralizzando l'azione della propaganda austriaca. Sotto questo aspetto si presentavano di primaria importanza i rapporti con le due grandi potenze occidentali Francia e Inghilterra. Ma era altrettando ovvia anche l'opportunità di intese con paesi che avevano interessi comuni con l'Ungheria e che quindi potevano offrire possibilità di utile collaborazione, quali l'Italia e la Turchia, quest'ultima minacciata come l'Ungheria dalla vicinanza dell'impero russo.
La prima idea di un'alleanza tra Italia e Ungheria era partita veramente da parte italiana, e prima ancora che la seconda ai rivelasse in aperto contrasto con l'Austria. Fu Terenzio Mamiani che nella seduta del 9 maggio dell'Assemblea romana aveva annunziato di aver proposto al ministro degli Esteri sardo di inviare rappresentanti in Ungheria per stringere amichevoli rapporti con quel paese; il parlamento sardo aveva espresso le stesse intenzioni nella sua risposta ai discorso della corona, il 7 giugno.1) I giornali ungheresi registrano il fatto, -) ma le vicende belliche in Italia impediranno la realizzazione del progetto. Sarà poi la volta dell'Ungheria a riprendere l'iniziativa: la stampa comincia a considerarne l'opportunità fin dall'estate.
Nell'editoriale di Kossuth Hirlapja del 3 agosto il giornalista Frigyes Szarvady, già collaboratore a Parigi del National, e che doveva poi diventare segretario della rappresentanza ungherese in Francia, commentando un articolo deìTAugsburger Allgemeine Zeitung che nega la possibilità di un'alleanza tra la Germania e l'Italia per contrastanti interessi commerciali e marittimi e per le stesse diverse tradizioni storiche, avverte che l'Ungheria, attraverso la persona del comune sovrano, potrebbe facilmente dare una svolta decisiva alla politica degli Stati dell'Impero specie per quanto riguarda i rapporti con l'Italia. Non esita poi ad affermare categoricamente che l'Ungheria si schiererà con la Francia e l'Italia, anche nel caso di un'intesa austro-russo-inglese. Partendo da questa premessa egli prende poi in esame la possibilità di un passaggio dell'Italia alle forme repubblicane, sull'esempio francese, e non esclude l'ipotesi che spirito motore della trasformazione possa essere Pio IX, per l'ascendente che esercita sulla nazione italiana. Indi prospetta cautamente che- r con queste alleanze anche l'Ungheria, con tutto il suo attaccamento alla dinastia, non potrebbe resistere alla propaganda repubblicana .
Dopo la rottura con la corte, la stessa idea è ripresa in forma più risoluta dal liberale Nemzett Dopo aver dichiarato esplicitamente che l'indipendenza e la libertà delle nazioni è inconciliabile con l'unità della monarchia austriaca e col dominio della Casa degli Absburgo-Lorena , vuole che a quel legame su-
i) Le assemblee del Risorgimento, Roma, 1911, voi. VI, pp. 25-26, e Alti del Parlamento Subalpino, Documenti, T orino, 1855, voi, T, p, 27. V. anche la lotterà del Mamiani al generale Carlo Zucchi, in T. MAMIANI, Scritti politici, Firenze, 1853, pp. 270-272.
2) Kozlimy del 20 giugno BcrJve: eli ministero. Marni imi... sollecita presso Carlo Alberto l'invio di rappresentanti in Ungheria, per stringere rapporti amichevoli tra Ungheria e Italia. E il 24 giugno: Sembra che stia per realizzarsi la notizia per ani la Sardegna, la Toscana e Roma intenderebbero delegare i loro inviati all'as-scmblea ungherese. Lo stesso in Pesti flirlap, 24 giugno.