Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
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1968
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264 Magda Jaszay
fa osservare un editoriale di Pesti Hirlap. E prevede la possibilità di scambi molteplici con questo paese che sta per affrontare la sua nuova lotta per l'emancipazione. Un rinvio di quella lotta non potrà che aggravarne le conseguenze per l'Austria: e a questo punto, data per scontata la perdita del Lombardo-Veneto, il giornale accenna agli altri territori con popolazione italiana appartenenti all'impero: Illiria, Dalmazia, Friuli e Tirolo, per dichiararli frontiere naturali dell'Italia.1)
L'abdicazione di Ferdinando, il 2 dicembre, e l'ascesa al trono di Francesco Giuseppe, il cui primo atto è la condanna della politica ungherese e Por-dine di procedere all'occupazione militare del paese, portano a un'ulteriore chiarificazione della situazione. La successione di Francesco Giuseppe non viene riconosciuta dalla nazione ungherese perché avvenuta senza il suo consenso e non consacrata dal solenne atto dell'incoronazione. Terminerà così la finzione di una sovranità il cui titolare non esercitava prò alcun potere effettivo in Ungheria.
Il mutamento non potrà che facilitare i rapporti con i paesi stranièri in quanto contribuirà a vincere le esitazioni di alcuni governi ad accogliere ufficialmente i rappresentanti diplomatici ungheresi non accreditati dal sovrano nominale.2) Lo uota il pubblicista Imre Szabad, sollecitando rinvio di incaricati presso le corti di Torino, di Londra e anche presso la Porta ottomana. Dalla diplomazia europea egli si attende soprattutto un intervento contro la temuta alleanza austro-russa per la riconquista dell'Ungheria. Per prevenire i piani viennesi egli raccomanda un'azione di propaganda politica a Parigi e a Londra e stretti contatti con l'ambizioso Carlo AlbertO*V*).
In realtà Kossuth aveva già provveduto in tal senso: fin dall'ottobre aveva incaricato il commerciante italiano Giuseppe Carosini, venuto in Ungheria già nella primavera di quell'anno, a essere esponente in Italia degli interessi ungheresi.4) II Carosini aveva preso contatto, oltre che con i vari circoli di emigrazione, col governo toscano e col presidente del Consiglio sardo Perrone. Anche il Teleki, da parte sua, riconobbe a Parigi l'opportunità di una collaborazione italo-ungherese.0) Trattò col ministro sardo in Francia, col Tommaseo propugnatore di un'intesa italo-ungaro-slava, e con vari emigrati italiani raggruppati intorno al principe Czar t ori sky. JQ 12 novembre Kossuth lo autorizzò
i) Pesti Hirlap, 17 novembre.
s) Infatti, né il governo di Parigi e tanto meno quello di Londra erano disposili a riconoscere come ufficiale la missione di Teleki. E. WAMUPFEI., Politica estera ciu, P- 62.
a) Kossuth Hirlapjut 9 dicembre A Nép Baràtja, portavoce del governo fondato per l'informazione delle masse non colte, spiega, in un caratteristico linguaggio adatto a quello dei suoi lettori semplici, i vantaggi che potrebbero derivare dall'elezione di Luigi Napoleone Bonaparte a Presidente della Repubblica francese. Se i Francesi prenderanno le armi, j soldati dell'imperatore verrebbero cacciati dall'Italia* E se rimila sarà lìbera dal giogo austriaco, potrà stringere alleanza con noi, per farla finito più facilmente con l'imperatore d'Austria . Numero 23 gennaio 1849.
*) J. Turar, A magyarorsxagl 1848494 sserb fòtkelés torténete [Stòria delPinsur-raziona serba in Ungheria, nel 1848-49), Budapest, 1940, voi. I, p. 242. Sull'atti vira del Carosini v. M. Boicvnou, Giuseppe Carosini, in Annuario dell'Accademia d'Ungheria, Roma, 1938, pp. 105-119.
6) Fin dal 6 ottobre egli scrive infatti a Kossuth : Gli affari italiani ci danno a sperare una svolta nella nostra causa . E. WÀUJAWKI., Politica estera clt., p. 66.