Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
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1968
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266
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266 Magda Jószay
seduta della Camera del 13 febbraio. Nella lettera le Splényi esprime la speranza che i deputati sardi appoggeranno e riconosceranno i diritti dell'Ungheria alla completa autonomia e stringeranno un'alleanza tra Ungheria e Italia che diventerà la base della loro futura potenza e grandezza . Prospetta una prossima riconcili azione con gli Slavi per cui l'Ungheria, fondendo gli interessi delle razze già ostili in una lega fraterna, diventerà un'amica fedele e pò* tenie dell'Italia alla quale è legata dagli stessi pericoli e dalle stesse speranze. Solo così unite le due grandi nozioni potranno salutare quanto prima il grande . giorno della loro liberazione , distruggendo il comune nemico. I giornali ungheresi danno notizia dell'avvenimento e registrano con soddisfazione la risposta favorevole e le manifestazioni di simpatia della Camera.x)
Solidarietà nella lotta finale.
È forse l'unico fenomeno incoraggiante nella politica internazionale dei primi mesi del 1849, che possa essere segnalato dalla stampa ungherese. H. paese, invaso da tutte le parti dagli eserciti nemici e isolato dal resto del mondo, è impegnato ad affrontare i problemi della sua gravissima situazione. La capitale e l'Ungheria occidentale occupate fin dai primi di gennaio dall'esercito di Windischgratz, l'assemblea nazionale e il governo trasferiti a Debrecen, anche l'attività della stampa h notevolmente ridotta. I giornali che si pubblicavano nella capitale sono in parte cessati, o, come Pesti Hirlap, soppressi dalle autorità austriache se non si allineano (come fa FigyelmezS) con i nuovi padroni. I pochi fogli pubblicati nel territorio ancora libero restano per lunghi periodi privi di informazioni sicure e dettagliate dall'estero.
Le poche notizie che pervengono con difficoltà non sono certo atte a infondere nuove speranze nel popolo che, impreparato militarmente ed economicamente, deve sostenere l'urto di forze schiaccianti, continuamente rinforzate. E la giovane diplomazia di Kossuth, con tutta la sua fervida azione di propaganda e di persuasione, non può ottenere altro che formali e generiche assicurazioni di simpatia senza alcuna conseguenza pratica. L'Inghilterra, irremovibilmente convinta della necessità della conservazione della monarchia austrìaca, non si opporrà all'intervento russo e si limiterà a raccomandare la moderazione nelle misure repressive della reazione austriaca; la Francia deluderà Ungheresi e Italiani facendosi strumento della restaurazione a Roma.
Nell'anniversario della rivoluzione di febbraio il commentatore politico di Kozlony ricorda malinconicamente le speranze e l'impeto liberale suscitati in tutta Europa da quell'avvenimento : i moti in Italia, con Venezia e la Lombardia che alzano la bandiera della libertà, la Sicilia che si mette a governarsi da sé, Firenze che si agita per un impero italico indipendente, Napoli che versa torrenti di sangue per la libertà appena, assaggiata, Roma, centro dei combattenti per la libertà, che marcia irresistibilmente all'avanguardia e la Sardegna che interviene in Lombardia. Ora, dopo tante lotte, l'Europa sconvolta è tornata all'inerzia: unica a combattere è ancora l'Ungheria.
Ma subito dopo, ecco l'annuncio di splendidi avvenimenti che potranno cambiare gli affari d'Europa > : un'altra volta l'Italia è al eentro dell'alien-
i) Kozlony, 1 aprile '49; Pesti Birtap, 29 aprile; A Nép Unràtja, 4 aprile; FigyelmezS, 1 marzo '49.