Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <267>
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L'Italia del Quarantotto e l'Ungheria 267
ione generale. Dopo aver dato per assassinato Ferdinando di Borbone,1) il giornale annunzia la fuga del granduca di Toscana il più liberale, ceteris paribus, cosi tra i principi italiani come tra ì membri di Casa d'Absburgo, ma incapace di comprendere i tempi nuovi , il trionfo della rivoluzione e la pro­clamazione della repubblica a Roma. Dopo le notizie questo solo commento: Arriva la primavera .2)
Queste notizie valgono a confermare le speranze che i moti italiani avevano destato un anno prima, e a risuscitare la simpatia e l'ammirazione per quel popolo che sta rivendicando il diritto a ima propria vita nazionale. La Francia, già considerata come guida a tutti i popoli nel progresso politico e sociale, ora deve cedere il suo primato all'Italia dove si è trasferito lo spirito della li-berta . Un lungo articolo del giornale ufficiale scopre l'origine degli ultimi fatti nella logica di una legge storica che esige il risveglio di una nazione già dominatrice, due millenni prima, del mondo allora conosciuto e apportatrice del diritto e dell'ordine civile. Poteva mai questa nazione, con sotto gli occhi le memorie tangibili del grande passato, non reagire allo stato di avvilimento in cui l'aveva piombata, per quasi due millenni, il dispotismo ecclesiastico e laico ? C'è forse da meravigliarsi si domanda il redattore se la nazione che perfino nei giorni della decadenza morale e politica ha potuto generare un Dante, nn Tasso, un Raffaello e un Palladio, sta ora per distruggere il sarcofago in cui era imprigionato il suo spirito, e rivendica la sua parte nella civiltà le cui basi sono in gran parte opera sua? . È alla luce di queste considerazioni che il giornale vuole veder giudicata la storia recente d'Italia, e non come effetto e conseguenza dell'esempio di Parigi: è cosi che si arriva a comprendere il vero carattere della Lega italiana .
L'articolo dà quindi un giudizio privo di rancore politico su Pio IX, la cui generosità d'animo non sarà certo messa in dubbio neppure dagli avver­sari, ma che non era in grado di comprendere nel loro vero significato le aspirazioni del popolo: mentre il popolo stava combattendo la lotta del suo risorgimento politico e sociale, egli sognava forse una nuova teocrazia che fosse il vincolo d'unione degli Italiani .3)
Facendo congetture sulle possibili reazioni dei principi italiani e delle potenze europee, Kozlony esclude l'intervento di Ferdinando di Borbone, che stenta a difendere il proprio trono dal furore di un popolo interamente schiac­ciato > e che deve fare i conti in Sicilia con le ingerenze dell'Inghilterra e della
1) La falsa voce dell'uccisione dell'esecrato re di Napoli veniva ogni tanto ripor­tata dai giornali ungheresi. II 9 settembre Népelem così smenlit.ee la notizia: Li re di Napoli è tuttora vivo. Putroppo!... Povero re, sarebbe meglio che ti fosse suc­cesso quanto la stampa ha già tante volte diffuso sol tuo conto .
2) Kozlony, 27 febbraio 1849.
8) L'unica critica severa sul conto del Pontefice venne pronunciata dalla stampa ungherese quando si resa noto e'he; egli si era rifugiato, invece che in Trancia, a Gaeta. Konsuth Ilirlupju del 28 dicembre giudica che la condotto di Pio gli alie­nerà tutta l'Italia e se vincerà la causa del popolo egli non avrà pia posto a Roma. Mesi dopo, alla notìzia che il Papa ha chiesto l'intervento dell'Austria, della Spagna, della Francia e di Napoli, Kozlony del 5 aprile commenti: Compiangiamo il S. Padre che sembrava essere chiamato u sonare lo ferite inferte al cattolicesimo dalla superbia e dall'ambizione degli ecclesiastici... Egli non ha saputo che imitare male le vanità ambiziose di un Bonifazio VITI, ma senza il carattere di ferrò e lo spirito penetrante di quest'ultimo .