Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno
<
1968
>
pagina
<
268
>
268 Magda Jdszay
Erancia. l> D'altra parte, mette in dubbio l'eventuale appoggio di Carlo Alberto, eroe di grandezza improvvisata , che difficilmente favorirà una tendenza che non soddisfi le sue ambizioni autocratiche . Pur non escludendo un temporaneo sopravvento delle forze della reazione, il giornale sostiene la certezza del trionfo finale: Il popolo italiano vuol essere libero: e ciò garantisce che lo sarà... Il popolo che ha dato al mondo i maggiori eroi, genererà degli eroi un'altra volta per scuotere l'abominevole e insana tirannia che aveva dominato la storia d'ItaI ia. a)
Anche la notizia della disfatta di Novara non può troncare le ottimistiche previsioni e la grande aspettativa che gli avvenimenti dell'Italia centrale hanno suscitato negli Ungheresi. Poco disposti a prestar fede ai giornali viennesi, in quel momento quasi uniche fonti d'informazione, credono falsa o esagerata l'annunziata vittoria delle armi austriache e prevedono tempi difficili per Radetzky. Accertata poi la verità del fatto lo considerano come una nuova conferma della mala fede di Carlo Alberto: paragonano quanto è successo al* l'esito della guerra lombarda per condannare la politica dei Savoia, disposti a scendere a patti con l'Austria e tradire così la libertà del popolo italiano. L'intermezzo della breve guerra viene infine giudicato come un fattore positivo in quanto è servito a eliminare l'elemento retrogrado del movimento d'indipendenza, senza per questo arrestare il fatale processo della rivoluzione italiana: si crede che l'Austria, dopo la sua vittoria di Pirro , si troverà di fronte alla lotta per la libertà di tutti, i popoli. **)
Un mese prima, nella capitale occupata da Windischgratz, il redattore di Figyelmezóy sulla scorta del Lloyd austriaco, aveva notato ironicamente che Gioberti, preparandosi alla guerra, poneva molta fiducia nell'aiuto degli Ungheresi e nel parere di Teleki, per cui i patrioti italiani, tedeschi e ungheresi sarebbero stati sufficienti a spezzare la potenza dell'Austria . È su queste promesse egli osserva in tono derisorio che Gioberti fonda le basi del regno dell'Alta Italia . *>
Ma il 2'i aprile, dopo una serie di splendide vittorie, Pest viene liberata dalle truppe ungheresi e presto l'esercito austriaco è costretto a ritirarsi fino ai propri confini: i fatti sembrano confermare le speranze fondate sul trionfo della lotta d'indipendenza. Il 14 aprile l'Assemblea nazionale, come risposta all'editto imperiale del 4 marzo che privava l'Ungheria della sua costituzione particolare decretandone l'incorporazione tra le altre province dell'Impero, dichiara solennemente la decadenza degli Asburgo. H manifesto d'indipen-denza . dopo l'esposizione dei motivi che hanno indotto la nazione a quell'estremo passo, dichiara la volontà dell'Ungheria, entrata a far parte, come Stato libero e indipendente, della famiglia degli- Stati europei , di mantenere rapporti di buon vicinato specialmente con i popoli già sudditi' dello stesso sovrano e con le vicine provincie dell'impero turco e quelle italiane, e di stringere con essi patti amichevoli in base agli interessi reciproci .5)
*) È da notare che per tutto il biennio in esame, il Regno eli Napoli è, tra gli Stati italiani, quello sulle cui vicende la stampa dà i ragguagli più regolaci e dettagliati.
3) KVzldny, IT marzo 1849.
8) K'ózlony, 10* 12 aprile; Pesti Rirlap* 27 aprile.
*} Figyelhicztl, 20 febbraio.
0) Kozliioy, 15 aprile; A Ntìp Baróifa 20 aprile.