Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
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1968
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pagina
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270
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270 Magda Jàszùy
attribuito un valore universale, quasi riconoscimento del contributo che l'Italia ha dato alla storia di tutta l'umanità: Potranno mai esigere il bene comune dell'umanità, gli interessi della pace mondiale, della scienza, della civiltà, che una parte della bella Italia sia annessa alla monarchia austriaca la quale, scossa nelle fondamenta, non è più altro che un fantasma e il resto, diviso e ridotto nelle forze, sia l'oggetto dei meschini calcoli d'interessi di poche fami* glie? ->
A misura che si manifesta la solidarietà per la decisa resistenza di Venezia e di Roma, cresce l'indignazione per la parte che la Francia si è assunte in Italia. Si qualifica come fratricidio l'intervento francese a Roma che disonora la Francia repubblicana.2) Un lungo commento di Respublika, giornale fondato dal presidente del nuovo governo Szemere, accusa di duplicità la politica di Parigi, negazione, nella pratica, dei principi proclamati dalla rivoluzione di febbraio. H governo di Cavaignac non ha forse assistito inerte, l'anno prima, alla lotta disperata della Lombardia e di Venezia, limitandosi a scambiare note diplomatiche con le potenze europee? E nelle trattative di pace in corso tra Piemonte e Austria, Luigi Napoleone non si mostra forse disposto a difendere solo gli interessi della Sardegna e a riconoscere all'Austria il possesso del Lombardo-Veneto? Il giornale ritrova le intime ragioni di tale atteggia* mento nella segreta avversione dei dirigenti francesi alle forme repubblicane e nella loro tendenza alla restaurazione dell'antico ordine nella penisola. Rinfaccia loro il disinteresse dimostrato nei riguardi di Venezia, proprio quando le bombe austriache stanno distruggendo il Palazzo Ducale e Piazza S. Marco, quando è in pericolo non solo la sua esistenza politica, ma anche quella geo* grafica, quando i suoi palazzi di marmo potranno sprofondarsi nella laguna. I ministri di Luigi Napoleone hanno bollato con un silenzio ingegnoso hi città delle fate agonizzante, per le sue fantasie repubblicane .8)
Ancora più grave si rivela la responsabilità della Francia a Roma, dove pretende di sostituire all'ordine democratico il regime della teocrazia, già rifiutato dal popolo romano.4) Parole di lode e di esaltazione accompagnano, in queste ultime settimane di vita della stampa ungherese indipendente, le no* tizie frequenti che informano sulla lotta delle due repubbliche italiane. Roma tiene tuttora testa alle truppe francesi annunzia il 29 giugno Esti Lapok Popolo splendido! Non lascia occupare una sola casa della Città Eterna. Sei degna del tuo antico nome, o Roma! Sei la Roma della libertà, e noi i tuoi fratelli! .
Se al lettore d'oggi sembra di ritrovare molta retorica ed enfasi in questi echi che accompagnano sulle pagine dei giornali gli avvenimenti di quello storico biennio, a un esame più attento dell'atmosfera di quei tempi non può non apparire la loro fondamentale sincerità.
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*) Ef.it hujwle, 23 maggio,
2) Ibidem, 23, 24 maggio.
*) Rèspubtihti, 24 giugno. In uno dei suoi ultimi numeri, del 19 luglio, Koslany ricorda ancora la città delle laguna abbandonata dal mondo, che sta in mezzo al more quale roccia incrollabile, tenendo test da sola a tutto il mondo .
*) Respubtiku, 1 luglio.