Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
anno
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1968
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pagina
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272
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DUE PROGETTI PIEMONTESI CONTRO MANTOVA NEL LUGLIO 1848
A metà del giugno 1848 l'esercito piemontese, dopo la caduta di Vicenza ed il fallito tentativo contro Verona, era disteso tra Rivoli e Coito, in attesa di rinforzi e di idee. ' ' Non mancavano le discussioni tra i generali e, al solito, i consigli di guerra. L'incertezza, all'insegna della quale era stata sino ad allora condotta la guerra, regnava più che mai sovrana e Carlo Alberto era riuscito a farsi sfuggire una dopo l'altra le occasioni più propizie in quella che è stata definita la guerra delle occasioni perdute. Il generale Bava, su richiesta del Re, aveva presentato un rapporto nel quale la situazione era esaminata con lucida chiarezza. All'ora presente, noi siamo senza alleati, tutti sono scomparsi dal campo di battaglia, i soli soccorsi che ci vengono annunziati dalla Lombardia non potranno acquistare una certa importanza che fra tre o quattro mesi, e fino a quell'epoca non sarebbero che d'intoppo e di cattivo esempio all'armata... I nostri battaglioni di riserva che si avvicinano, non contano che padri di famiglia, disusati al maneggio delle armi, che credevano non dover mai più riprendere, sospiranti i loro focolari e pensierosi dell'esistenza della prole che vengono di abbandonare. Questi battaglioni non hanno che dei quadri usati, senza connessione, senza spirito di corpo e privi di qualsiasi azione sui loro subordinati. Ora sono questi degli elementi di vittoria? Devono questi considerarsi come soccorsi positivi ed imponenti? . La conclusione del generale era realistica e saggia. Queste considerazioni mi fanno emettere l'opinione, che l'armata debba prendere una posizione difensiva sul Mincio, guardando quel terreno che più possa fra questo fiume e l'Adige, in attesa che nelle dette masse inerti possa venir introdotto l'ordine, l'istruzione, la disciplina, che soli costituiscono le armate: ed allora solo ci sarà dato di tentare nuove combinazioni, senza avventurare di troppo l'avvenire della bella e somma causa che noi qui difendiamo .2)
Ma la pubblica opinione della quale, con non poco disappunto dei militari, si rendevano zelanti interpreti giornali e uomini politici,8) premeva perché
l) C. FABKIS, Gli avvenimenti militari del 1848 e 1849, Roma-Torino, Roux e Viarcngo, 1904, 3 voli., voi. Ili, p. 205 sgg.
-) Relazione delle operazioni militari dirette dal Generale Bava comandante il primo Corpo d'armata ut Lombardia nel 1848, Torino, Cassone, 1848, pp. 116-117.
11 rapporto in questione fu inviato al Re, da palazzo Somenzari, presso Goito, il 19 giugno e venne pubblicato dallo stesso Bava, insieme con alcuni documenti, quale appendice alla relazione umile presentata, al pari degli altri comandanti di formazioni militari, su richiesta del ministero di Guerra, e Marina nell'ottobre 1848. n generale ritenne di dover dare allo stampe la propria relazione in un momento in cui, dopo Novara ed in attesa della ripresa della gnerra, fervevano le più accese polemiche comic ognuno sia al fatto delle mie operazioni, della mia condotta e delle mie massime, e sì ricredo, se il voglia, chi lanciò le sue sentenze inconsiderate, precoci (p. 6).
Per maggiori particolari sulla stampa della relazione, cfr. P. PIERI, Storia militare del Risorgimento, Torino, Einaudi, 1962, pp. 273-274.
8) Securi all'ombra Ielle nostre baionette, invece d'una onesta e sapiente critica che ne sarebbe tornata grotissima, non pochi giornalisti forti di vere o finte lettere