Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1968
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Paolo Emilio Foggiani
tezza ,1) aveva lasciato cadere, una dopo l'ai ira, le migliori possibili là e si era ridotto a combattere la più tradizionale guerra di posizione. L'esercito imperiale aveva avuto modo di porsi in salvo nel quadrilatero e di ricostituirsi, e la guerra finiva perciò col presentarsi all'esercito piemontese sotto un altro aspetto: di lotta impari contro uno dei meglio organizsati e agguerriti eserciti d'Europa, appoggiato a un sistema fortificatorio, subito rimesso in efficienza, tale da costituire la base ideale per una strategia difensiva-controffensiva . -)
Così, le due fortezze della linea del Mincio avevano finito per pesare con tutta la loro importanza sulle sorti del conflitto: arresasi Peschiera per fame, restava Mantova. L'avversario, scrive Bava nel suo rapporto al Re, coperto dalle piazze che occupa, può girare la linea del Mincio per Mantova, manovrare al di là del Po e dell'Adige a nostra insaputa: e noi invece non abbiamo che degli attacchi di fronte frammezzo alle dette piazze, e conseguentemente siamo Sempre esposti a vedere minacciata la nostra linea d'operazione e la sua base .8' Non restava, adunque, che impadronirsi anche della seconda piazzaforte.
Il blocco di Mantova, criticato dagli storici moderni, *) non incontrò l'approvazione nemmeno di quei generali di Carlo Alberto che si rendevano conto quanto l'eccessivo allungamento della fronte fosse pregiudizievole per le sorti della campagna.5) La relazione della Commissione d'inchiesta nominata dal Re per esaminare le cause dell'esito della guerra accenna più volte alla imprudenza di una azione militare bramata dagli Austrìaci a solo danno dei Piemontesi e apertamente la biasima. Quando fu imposto in luglio il blocco di Mantova, ottimo fu il consiglio del generale Bava di ritirarsi anzitutto da Rivoli a Peschiera, essendo ormai scemala d'assai l'importanza di quello; ma sarebbe pure utile che egli avesse esposto quali argomenti di buona riuscita si vedessero in quel blocco, pel quale dovevan risultare a priori le febbri micidiali, l'indebolimento della linea del Mincio, e quindi un probabile disastro: dire per qual motivo non siasi piuttosto tentato in principio od a metà d'aprile quando l'aria era sana, la piazza mal provvista e Radetzky con poche forze .0I Ferdinando di Savoia non la credeva opportuna 7) ed il generale Biscaretti, comandante della Brigata Guardie, afferma addirittura: Il male augurato assedio di Mantova fu forse la cagione delle nostre disgrazie.8' Senza considerare che la stagione, calda e particolarmente piovosa, era inadattissima ad un assedio che, per la insalubrità dei luoghi, causò gravi malanni ai soldati.
1) A. OMODEO, Difesa del Risorgimento, Torino, Einaudi, 195S, p. 184. Carlo Alberto è l'uomo che in guerra attenderà l'ispirazione, per i piani da seguire, dalla preghiera, dai digiuni, dal cilicio (p. 225).
2) P. PIERI, Storia militare, cit., p. 198. 8) Relazione, cit., p. 115.
*) Alla fronte... si lui un mese, un altro mese d'assoluta inazione... Si fanno piani, si avanzano progetti, si discute come uscire dall'inazione; e alla fine non ai trova di meglio che iniziare il blocco di Mantova, e per di più nella stagione meno adatta. (P. PIERI, Storia militare, cit, p. 232).
) Invece di concentrare le forze si disperdevano ; e senza tenere conto dell'aria pestilenziale delle paludi di Mantova, si stendeva la destra sino a Co verno lo, mentre la nostra sinistra toccava la Corona (Relazione del Duca di Genova, in Reiasioni e rapporti finali sulta campagna del J848 nell'Alto Italia, Roma, Ufficio Storico dello Stato Maggiore, 1910, I, p. 311).
0) Ibidem, III, pp. 452, 451, 392.
V Ibidem, t P- 311.
8) Ibidem, II, p. 12.