Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA DEL 1848-1849
anno <1968>   pagina <277>
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Due progetti piemontesi contro Mantova 277
cereale, in maniera diversa che non sotto forma di comuni pagnotte. Il De Barlolomeis noto nel suo Diario sotto la data del 7 luglio: Oggi soltanto si vuol tentare di togliere l'acqua dai mulini di Mantova nella goffa lusinga, che non potendo più macinare farine pel pane da munizione saranno costretti gli Austriaci ad arrendersi* senza riflettere, che la communicazione fra Mantova e Verona è sempre aperta e che la guarnigione è provvista di tutto per sostenere un lungo asedio .1) E che gli assediati di Mantova non fossero nella condizione di quelli di Peschiera lo prova anche il fatto che il Gorzkowski, governatore della piazza, già dalla metà di aprile aveva raccolto provviste d'ogni genere per almeno quattro mesi,2) aveva introdotto tra le mura 1500 buoi *) ed aveva per­sino provveduto, con feroci requisizioni, alla insufficienza del denaro giungendo a coniare monete con oggetti di metallo forniti da privati, ceduti dalle chiese, prelevati dal Monte di Pietà.4) Né le misure precauzionali avranno sosta; anche ad assedio iniziato il Gorzkowski per diminuire le bocche che man* giano... invita i cittadini a recarsi altrove ed a quelli che rimangono, a provve­dersi di vettovaglie. Come ci informa il nostro capitano De Barlolomeis che riceve tali notizie... da persona del luogo col mezzo delle lattivendoìe, le sole che avessero libero accesso in Mantova, senza essere visitate sotto le gonnelle, ove nascondevano le lettere, e sulle quali contadine non cadeva sospetto nel­l'animo del nemico .a) Ci sembra lecito il dubbio che le gonnelle delle latti* vendole fossero insufficienti a provvedere di vettovaglie i disgraziati cittadini che non potevano o volevano allontanarsi da Mantova.
Quali che fossero gli intendimenti del comando dell'armata, il generale Chiodo, la mattina del 1 luglio, si reca, come s'è detto, ad esaminare sul posto le condizioni del terreno. H sopraluogo è accurato e minuzioso ed il gruppo di ufficiali del Genio si rende subito conto che, se il lavoro è possibile in via del tutto teorica, sul piano della pratica realizzazione urta contro una tal serie di difficoltà che, ove si aggiunga la evidente necessità di far presto per l'assedio in corso, essa è completamente da escludere.
Si trattava, infatti, di una impresa non comune; la quale sarebbe dovuta cominciare con l'allargamento dell'imbocco della fossa di Pozzolo che nello stato attuale, scrive Chiodo, riceve tutta l'acqua che può ricevere ; tali primi lavori avrebbero richiesto, da soli, almeno venti giorni e, dovendo essere com­piuti all'asciutto, sarebbe stato indispensabile chiudere l'imbocco del canale con uno sbarramento di pali e fascine. Realizzato l'allargamento voluto, occorreva sbarrare il Mincio e nello stesso tempo rialzare l'argine destro del canale per una lunghezza di alcuni chilometri, all'evidente scopo di contenere la massa d'acqua; per tale lavoro era necessario estrarre ben 30 mila metri cubi di mate­riale, e per giunta dalla riva sinistra, ed 'impiegare 12 mila sacchi a terra , nonché gran copia di legname. Infine, bisognava bloccare le derivazioni che portavano nei campi l'acqua per l'irrigazione. Supposto che tutto questo enorme lavoro fosse stato compiuto, tre fatti lo avrebbero reso vano: l'acqua che già
l) DE BABTOLQMBIS, op. cit p. 35.
- Mantova, La storia. La, lettere, La wifc a Maria, Mantova, Istituto C. D'Arco, 1963, HI, p. 497.
a) Memorie ed osservazioni, ciu, p. 39.
4) Jt. QCAZZA, Mantova attraverso l secoli, Mantova, Tip. ed. La voce di Man* tova , 1938, p. 259.
0) DE BÀHIOLOMEIS, op. citH p. 37.