Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1968
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Paolo Emilio Foggiani
filtrava dalia sponda destra, ghiaiosa di natura, sarebbe considerevolmente aumentata defluendo nel Mincio; ben difficilmente le nuove arginature avrebbero retto alla aumentata velocità delle acque e, infine, la serra di sbarramento del Mincio avrebbe lasciato filtrare una grande quantità di acqua. Il generale Chiodo non si mostrava poi insensibile ai danni che una tale operazione avrebbe recato ai terreni posti a sinistra del canale fino al sito dove prende il nome di Molinella , ') a strade forse necessarie , nonché all'alterazione che a motivo della stagione ne avverrebbe nell'atmosfera pel corromperai delle acque che rimarrebbero stagnanti > : la stessa considerazione del Bava, quest'ultima, ma assai più responsabilmente presentata come arma a doppio taglio.
Per tutte le considerazioni sopra esposte, spiacenti, concludeva il comandante del Genio, che risulti non essere conveniente il tentativo sopra divisato di deviazione del Mincio .2)
All'alto comando dell'esercito non resta che prendere atto della realtà! aicché il progetto di lasciare in secco Mantova è abbandonato.
Non così quello di giovarsi in qualche modo delle acque che circondano e difendono la città e che si vorrebbe poter utilizzare comunque in funzione offensiva. Si fa strada cosi un'idea del tutto opposta alla prima: se non è possibile vedere la piazzaforte all'asciutto, la si allaghi! Il comandante del Genio riceve l'ordine di studiare una serra da eseguirsi a traverso il basso Mincio per ridurre in massima piena i laghi di Mantova .3)
Il barone Chiodo non è molto pratico della zona, ma, avendo a disposi* zione l'ingegnere mantovano Gianni, addetto al proprio Stato Maggiore, gli trasmette l'incarico ed il 4 luglio presenta una relazione al comando dell'armata nella anale, in linea di massima, si dichiara favorevole al progetto della serra così come questo era stato studiato dal Gianni, pur riservandosi di dare un più fondato parere, quando coll'avanzarsi di parte del Regio Esercito potrà esaminarlo sul luogo . *)
Pnò forse meravigliare che il comando del Genio ai fosse interamente affidato ad un tecnico estraneo, sia pure applicato allo stato maggiore , e che il Chiodo attendesse di poter giungere in riva al Mincio per poter dare un parere sulla serra. Gli è che l'esercito sardo anche dal lato della attrezzatura cartografica e della preparazione tecnico-militare dei suoi ufficiali lasciava molto a desiderare. La commissione d'inchiesta, nella citata relazione, sottolinea con crudezza senza veli situazioni per noi incredibili. Non pochi tra essi {gli ufficiali dello Stato maggiore generale) vedute avevano le annuali evoluzioni degli Austriaci tra Verona e Montichiari e lo stato attuale di quelle regioni; pure, prepotendo in essi la lettura dei libri delle guerre francesi, parlavano come di realtà delle magnifiche pianure lombarde, così propizie alla gran tattica
2) Sia per il rispetto che allora si aveva della proprietà privata, sia in considerazione che si agiva in territorio che voleva essere considerato amico. Siccome operiamo in paese amico, dobbiamo così rispettare le proprietà, proteggere gli abitanti, trascinar dietro noi viveri e munizioni da guerra, e finalmente serenare dappertutto, mentre il nemico.... vive delle risorse del paese e non si da pensiero dì alcun riguardo> {Relazione, ciL, p. 115).
*) Tulli i brani del Chiodo sono tratti, dal rapporto vitato e riportato in appendice.
3) Lettera del gerì. A. Chiodo al Comando dell'Armata. Archivio dell'Ufficio Sto* rico dello Stato Maggiore, voi. 34, p. 25. Il testo integrale è riportato in appendice.
i). Ibidem.