Rassegna storica del Risorgimento

CALLIER CAMILLE; STATO PONTIFICIO STORIA 1849
anno <1968>   pagina <287>
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Sulla missione dui coL Collier. 1849
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Beulement ma présence ici étail utile, mais qu'elle éiaif presque nécessaire. Le appréciations iinpnrliales ci désintéressées ont loujoiir* leur valeur surtont quund elles sont consciencienses et basées sur mie elude sérieuae des bommes et de* choaes. D un autre coté, je regrette celle espèce de disgrace qui interrompi le coltra d'une mibsioii que je me suis efforcé de reinplir avec un zcle et une exactitude qui me faisaient espérer que jc polirmi* aller jusqu'au botti. Quoi qu'il en soit, je suis solitemi par l'espoir de pouvoir rendre quelques services dans ma nouvelle mission et par la promesse du ministre de me donner une autre destiination à mon relour .*)
L'incarico era stato dunque considerato dal colonnello francese una vera e propria caduta in disgrazia : -' comunque vi si preparò con la massima cura. Ebbe alcuni abboccamenti, a Roma, con il diplomatico francese Corcelle per richiesta di quest'ultimo, per studiare insieme il piano del viaggio, che includeva rincontro con i personaggi più interessanti dei vari luoghi:
Je me suis mis en mesure de voir les personnes Ics plus distinguées, les plus éclairées, et les mieux placées pour ciré bien renseignées . *)
La partenza fu quindi differita di qualche giorno, prima per la prepara­zione della missione, voluta dal Corcelle, poi perché il Callier reputò utile at­tendere l'esito della discussione che in quei giorni si teneva all'Assemblea francese:
Yous concevez que je ferais trop triste figure devant les personnes du parti modéré que je dois voir si je ne savais quel lungage tenir avec eux
scriveva il 24 ottobre al conte de Gobineau.4)
Come riferì nel suo ultimo dispaccio dalla capitale,0) partì da Roma il 31 ottobre e si diresse ad Ancona. Ivi, il comando austriaco fu avvertito della sua presenza ignoriamo chi abbia fornito l'informazione e si mise subito in stato di allarme. Il colonnello viaggiava con passaporto francese, rilasciatogli dall'ambasciata francese a Roma il 25 ottobre 1849 (n. 354, per la precisione) per un viaggio nel Lombardo-Veneto e nella Toscana; il passaporto era intestato regolarmente al suo nome, ma in esso mancavano ogni altra indicazione della sna condizione e del motivo dei viaggio e perfino i suoi connotati, tanto che questi vi furono apposti dal console generale francese di Ancona, al suo arrivo.
Ce n'era a sufficienza per destare i sospetti degli Austriaci: il Callier di* venne per loro il sedicente Callier, colonnello francese travestito . Scrisse
-) CALME, op. cit* pp. 59-60, rapporto del 10 ottobre 1849.
2) Effettivamente il suo lavoro non era stato molto apprezzato dal Tocqueville; inoltre, a Roma, i rapporti tra il Callier ed il diplomatico Corcelle erano divenuti alquanto lesi (CALLIER, op. cit., XVI, XVII).
8) CALLIER, op- cit., p. 64, rapporto del 20 ottobre 1849.
4) CALLIER, op. ehn p. 69r. rapporto del 24 ottobre 1849.
fl) CALLIER, op. rit.. p. 73, rapporto del 31 ottobre 1849. È questo l'ultimo dispaccio indirizzato al conte de Gobineau, capo di gabinetto del ministro degli affari esteri Tocqueville. I successivi rapporti sono indirizzali al successore del Tocqueville, generale de la Bitte.