Rassegna storica del Risorgimento

CALLIER CAMILLE; STATO PONTIFICIO STORIA 1849
anno <1968>   pagina <289>
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Sulla mimane del col. Collier. 1849
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ciò del comando della fortezza di Ancona. ll Il Bedini passò la notizia nello stesso giorno, 16 novembre, alla polizia provinciale di Bologna perché prenda subito le opportune provvidenze, e ne scriva al delegato di Forlì, di Ravenna e di Ferrara .2)
Sempre il 16 novembre la polizia di Bologna preavvertì i delegati pon­tifici delle altre Legazioni, circa il viaggio di un colonnello francese trave­stito , munito di regolare passaporto francese sotto nome di xnonsieur Ca­nnile Callier , nonché circa lo scopo preciso del viaggio e le sue riunioni clandestine con persone compromesse . Ogni delegato fu quindi invitato
perché, qualora si recasse in codesta città il sunnominato viaggiatore, lo faccia rigorosamente sorvegliare, e conoscere quali relazioni vi abbia avute, non senza procurare la sollecita partenza . *)
Il delegato di Forlì, Luigi Paolucci de' Calboli, aveva già dato disposizioni per tale vigilanza, avendo ricevuto altro precedente avviso sulla prossima ve­nuta in Forlì del Callier, sul quale, in un secondo tempo, aveva avuto notizie anche dal governatore distrettuale di Rimini che lo tenne informato sia del­l'arrivo del Francese in quella città che della sua partenza che avrebbe do­vuto seguire la mattina del 16 andante . Al 19 novembre, tuttavia, il Callier non risultava ancora giunto a Forlì,
essendo che il di lui nome non figura nei giornalieri rapporti degli ispettori alle porte della città, e neppure nelle denuncie dei forestieri, che in ogni giorno si presentano dagli albergatori, e nessuna notizia in proposito si è acquistata dalla poli­zia.4)
Dieci giorni dopo, il delegato di Forlì poteva scrivere notizie più precise:
Nelle ore pomeridiane del 26 andante giunse in questo capoluogo il sedicente Camille Callier il di cui passaporto era stato vidimato il 15 cadente dalla polizia di Rimini per proseguire il viaggio. Egli prese alloggio nella locanda della Posta, e sulle ore 9 antimeridiane di jeri partì alla volta di Ravenna. Durante la di lui breve permanenza in questa città fu attentamente sorvegliato senza che la condotta dal medesimo tenuta offrisse motivo di rimarco, essendosi soltanto recato a visitare questo sig. cav. Pietro Cuarini, presidente della Commissione municipale, soggetto superiore ad ogni eccezione . 5>
1) n documento reca l'annotazione A S.E. Sig. Commissario di S.S. mona. Bedini, Bologna. Per prendere cognizione e far invigilare l'individuo sospetto, 16 novembre 1849, Archivio di Stato di Bologna Direz. prov. polizia n. 1741, CÌL
2) Cosi l'annotazione, firmata di pugno del Bedini, apposta sulla traduzione in italiano del dispaccio del comando austriaco di Ancona, Archivio di Stato di Bologna Direz. prov* polizia n. 1741, cit.
*) Ai delegati di Ravenna, Forlì e Ferrara, 16 novembre 1849 (minuta), Archivio di Stato di Bologna Direz. prov, polizia tu 1741, cit.
Il dispaccio è firmato dal Bedini (la minuta conservata a Bologna reca solo la sigla) in quanto la polizia provinciale di Bologna dipendeva direttamente dal com­missario pontificio.
4) Il delegato di Forlì al commissario Bedini, 19 novembre 1849, Archivio di Stato di Bologna Direz. prov. polizia n. 1741, eie
6) n delegato di Forlì al commissario Bedini, 29 novembre 1849, Archivio di Stato di Bologna Direz. prov. polizia n. 1741, cit.