Rassegna storica del Risorgimento

CALLIER CAMILLE; STATO PONTIFICIO STORIA 1849
anno <1968>   pagina <291>
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Stilla, missione del col. Collier. 1849
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D colonnello francese era arrivato a Ravenna alle due pomeridiane del 28 novembre, da Forlì, ed aveva preso alloggio alla locanda Spada. Nella vi* aita al Lovatelli
< l'oggetto de' suoi discorsi fu di materie statistiche, nelle quali ai mostrò prò* fondamente versato, come pare apparve fornito di non comune erudizione Una sola proposizione gli sfnggì nel senso politico, cioè che nel corso de' suoi viaggi per lo Stato pontificio aveva potuto rilevare, che il governo si occupa di leggi adatte alla dominante, ma non già alle Provincie . *)
Il Lovatelli aggiunse, in nn post scriptum, una impressione che i rapporti del Callier sul ano viaggio rivelano esatta:
e Da alcune vaghe proposizioni vi è luogo a credere che il suddetto Callier sia incaricalo di conoscere con precisione a qual numero ascenda la forza austriaca stazio­nata nello Stato pontificio 2)
Il colonnello ripartì da Ravenna il 30 mattina, con la diligenza per Lugo, alla volta di Ferrara. La sorveglianza della quale era stato oggetto a Ravenna non aveva dato alcun risultato, almeno a dire del delegato:
qui si trattenne senza avere avvicinato alcuno, meno che Antonio Camerani, che gli servì di guida nella visita dei monumenti insigni di questa città.3)
Non fu della etessa opinione l'ispettore di polizia, di Ravenna, Zeffirino Socci, che il 1 dicembre scrisse un dispaccio riservato al ministro dell'interno, mona. Savelli, del seguente tenore:
Col giorno 27 corrente la delegazione di Forlì concertava a vigilare per mezzo del servizio esterno di polizia il forestiere Callier Camillo che sotto nome di mer­cante aveva ottenuto il visto da quella direzione provinciale di polizia per Ravenna ove diceva avere affari grandi. Appena giunto questo soggetto, alloggiò alla locanda Spada, e con avvedutezza portava seco delle raccomandatizie per questo delegato conte Alberto Lovatelli e per il consultore di delegazione Fusconi, da* quali in reciprocanza ricevette visite più volte nella sudetta locanda. Dicesi che tali lettere erano una coperta alla sua venuta. Di fatto l'arrivo fa subito precorso da questo ravennate Camerani Antonio, nomo già cognito di politiche rilevanti emergenze, e di pregiudicatissimo argomento, col quale si tennero diverse segrete confabulazioni. Chiunque fosse il Callier subito manifestò appartenere a segrete congreghe spedito come si afferma in circolazione da personaggi di cattena settaria; mentre la sola awicinanza di certi che purtroppo cadono nel debito di avversione al governo pontifìcio, non poteva sbagliare che egli fosse nn messaggio .4)
1) La direzione provinciale di polizia di Ravenna al commissario Redini, 30 novembre 1849, cit.
2) La direzione provinciale di polizia di Ravenna al commissario Bedini, 30 novembre 1849, cit
8) La direzione provinciale di polizia di Ravenna al commissario Bedini, 30 novembre 1849, cit.
4) L'ispettore di polizia, di Ravenna al ministro dell'interno, 1 dicembre 1849, in Archivio di Stato di Roma Minuterò dell'interno basta 1151, fase. Ravenna. Da questo documento risulta che il Callier viaggiava sotto nome di mercante ,