Rassegna storica del Risorgimento
CALLIER CAMILLE; STATO PONTIFICIO STORIA 1849
anno
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1968
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Carla Lodolini Tupputi
Da questo rapporto pare dunque che il Callier non si sia limitato a fare una vìsita di cortesia al prò delegato di Ravenna, ma che abbia ricevuto da lui e da uno dei consultori di legazione varie visite, nella locanda in cui alloggiava. Ce da chiedersi, quindi, perché allora il delegato, nel suo rapporto ufficiale al commissario Bedini, abbia riferito solo di una visita a lui fatta dal Callier. A meno che il Socei non abbia travisato i fatti, o male informato, o male intenzionato nei riguardi del suo superiore, per il quale non nutriva né stima né fiducia ma, anzi, un acceso rancore, come rivela nel seguito del suo dispaccio al ministro Savelli. Sul Canterani tuttavia, che secondo il delegato avrebbe fatto da guida al Callier nella visita ai monumenti ravennati, l'ispettore di polizia non aveva tutti i torti: nei registri della polizia locale egli figurava da tempo tra i compromessi politici come secondo ministro del conte Francesco Lovatelli. Accanito liberale, persecutore dei buoni per le di cui sevizie fu anche detenuto . ' > Nel febbraio 1849 fu segretario del conte Francesco Laderchi, preside della provincia di Ravenna.2). Dopo la restaurazione fu inquisito dal tribunale politico della S. Consulta, per la causa Ravennate, di più titoli antipolitici e per spirito di parte , insieme al noto Primo Uccellini e a Gaspare Saporetti; nel novembre era stato, però, già dimesso dal carcere perché compreso nell'amnistia del 18 settembre 1849. :,>
Esagerata, invece, la convinzione dell'ispettore politico sull'appartenenza del Callier a segrete congreghe di catena settaria e sulla sua qualifica di messaggio . Il Socci si rivela ancor più sospettoso degli Austriaci; prese inoltre occasione dal rapporto sulla permanenza in Ravenna del Callier per lanciarsi in una filippica non tanto contro il partito rivoluzionario della città, quanto contro le autorità alla città stessa preposte:
< Riferisco indilatamente all'Eccellenza V.R. una tale evenienza perché assolatamente conosco che qui in Ravenna, siccome più volte ho manifestato, si mantiene ed alimenta il partito rivoluzionario e fino che il supremo potere vive sulla fiducia di questo capo di provincia e del seducente Cesoretti segretario dì polizìa, il quale fra tante sue aderenze coi neri ha (atto fin qui il più vergognoso monopolio nella distribuzione dell'armi col darle ai ladri, ai pregiudicati ed alle persone di sua confidenza, privandone i buoni ed i fedeli alla Santa Sede, ci troveremo ingolfati in modo da non risorgere senza danni infiniti. Molti fatti dì alto bordo si sono nascosti alla superiorità, onde far comparire la città quieta, e legittima, ma non è vero perché l'affare di Granarolo e di Garibaldi lo confessano.
Cade benìssimo in acconcio il ripetere che qui (e dovunque) si conservano i vecchi convenghi, ai portano segnali repubblicani, si calpestano le leggi pontificie e si disprezzano con {sfacciata baldanza i ministri che servono: onde rendesi inutile qualunque attaccamento ed affezione si possa praticare, quando chi deve sostenere abbatte invece le difficili operazioni e grandi che pur troppo si fanno periodicamente; ed ecco perché la necessità stringe lo scrivente a rivolgersi all'E.V. anziché alla superiorità provinciale straordinaria.
mentre dal primo dispaccio qui esaminato, quello del comando austriaco di Ancona del 13 novembre, risulta che sul passaporto del francese non era indicata la sua condizione .
t) Patrioti e legittimisti delle Romngne nei registri e nelle memorie della pulizia (1832*1845) a curo di GIOVANNI M.MOI.I e PIERO ZAMA, Roma, 1935, p. 81.
2) Carteggio tra Marco Mlaghetti e Giuseppe Pasolini per cura di GUIDO PASOLINI, Torino, 1924>193Q, voi. 1 (1846-18S0), p. 9, nota.
s) Archivio di Stato di Roma Tribunale della S. Consulta, busta 223, fase. 200.