Rassegna storica del Risorgimento

CALLIER CAMILLE; STATO PONTIFICIO STORIA 1849
anno <1968>   pagina <296>
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Carla Lodolinl Tupputi
nell'Umbria: è probabile dunque che questi dne rapporti, od almeno uno di essi, ai riferissero alle impressioni da lui riportate nel viaggio in Umbria* D'altra parte, subito dopo il ritorno a Roma,1) il colonnello fu invitato a rien­trare in Francia: l'ordine del generale de la Hi ite, del 12 febbraio, gli pervenne ver so il 24:
Je regrette vivement que vous n'ayez pas era devoir utiliser les études conscie-cieuses que j'ai faites sur ce puys et les relation que je m'y suis créees; j'abandonue avec peine un terrain que j'avais ensemencé et où il ne m'est pas permis de récol-ter. 2)
Non affrettò la partenza: il 4 marzo era ancora a Roma, da dove scriveva il suo penultimo rapporto; l'ultimo è datato invece da Firenze, il 29 marzo, quindi sulla via del ritorno, ed è una relazione su di una esplorazione da lui compiuta, allontanandosi da Roma, nelle Provincie del Patrimonio di San Pietro.3) Il Callier ritornò quindi in Francia, come aveva in un primo mo­mento chiesto, ma successivamente temuto.*1)
* * *
Nell'esaminare questa interessante esplorazione compiuta dall'inviato del ministro degli affari esteri francese nelle Marche e nelle Legazioni troviamo una lacuna; infatti, non ci rimangono i nomi delle persone con le quali egli si incontrò, tranne quelli di Pietro Guarini a Forlì, Antonio Canterani a Ra­venna e del Minghetti a Bologna. Se non di sicuro nelle Marche, certo nelle quattro Legazioni la polizia lo ebbe sempre sotto sorveglianza e non scoprì nulla di realmente sospettabile nel suo comportamento, tranne l'amicizia col Minghetti; eppure il Callier scrisse di avere incontrato deputati, consultori dì Stato, magistrati, rappresentanti comunali e provinciali e lo stesso Minghetti asserì: ha veduto dovunque le persone più influenti . Probabilmente la contraddizione è da spiegarsi con una assoluta inefficienza od una tacita acquie­scenza delle autorità pontificie.
Non è questo il luogo per soffermarsi sull'entità delle adesioni dei dipen­denti governativi alla Repubblica romana, ma se alla restaurazione non si riuscivano a trovare, per ricomporre i tribunali di nomina pontificia, giudici
1) 11 dispaccio successivo ai due che sono andati smarriti è datato Roma, 10 febbraio 1850 ma, dal contesto, non sembra che sia il primo rapporto scritto dalla capitale. Almeno uno, dei due rapporti mancanti, fu quindi scritto da Roma prima del 10 febbraio.
9) CALLIER, op. cit., pp. 156-157, dispaccio del 24 febbraio 1850.
a) CALLIER, op. cit., pp. 162*166, rapporto del 29 marzo 1850.
*) Il lo ottobre 1849, ricevuto l'ordine di effettuare il viaggio nelle Marche e nelle Legazioni, il Callier aveva scritto al Gohineau: je suis solitemi par l'espoir de ponvoir renare quelques services dans ma no livelle mission et par la promesse du ministre de me donner une mitre destinati on à mon retour j> (CALLIER, op. cit., p. 60); venti giorni dopo però, aveva cambiato idea: l'esperò que le ministre me maintiendra à Rome. Je serai probabletnent un moia absent ( CALLIER, op. cU., rap­porto del 31 ottobre 1849, p. 77).
L'assenza si protrasse invece per più di due mesi.