Rassegna storica del Risorgimento
CALLIER CAMILLE; STATO PONTIFICIO STORIA 1849
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1968
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Sulla missione del coL Collier. IÙ49
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che non avessero offerto la loro adesione al regime repubblicano, è ovvio che di fronte ad analogo problema si sia trovata l'amministrazione delle provincie, anche per il personale della polizia. È probabile quindi che l'ispettore di polizia di Ravenna, nel suo vivace dispaccio al ministero dell'interno, non avesse rutti i torli : si conservano i vecchi convenghi, si portano segnali repubblicani, si calpestano le Leggi pontificie e si disprczzano con isfacciata baldanza i ministri che servono . ') Niente di strano dunque, che in questa atmosfera il Callier risultasse aver dormito tranquillo ogni notte ed essere ripartito senza aver scambiato verbo con alcuno.
Può anche esservi stata una certa connivenza; non è da escludere che le stesse autorità provinciali* o almeno alcune di esse, le persone più, moderate, abbiano parlato con il francese piuttosto apertamente.
Il delegato di Forlì, marchese Luigi Paolucci de' Calboli, si era dimostrato fedéle suddito pontificio sin dal 1831; infatti quando, nel mese di giugno, soffocato il moto rivoluzionario ed abolita la legazione a latere del cardinale Carlo Opizzoni, le provincie delle Legazioni vennero singolarmente affidate a pro-legati, proprio il Paolucci fn nominato pro-legato di Forlì. Pochi mesi prima, nel febbraio, appena scoppiala la rivoluzione, egli, che ricopriva la carica di gonfaloniere, era stato chiamato a far parte del comitato al quale il delegato cedette le redini del governo, ma aveva rifiutato la nomina.
Dopo di allora il Paolucci, prolegato sino al 1836 e gonfaloniere nel 1840 e 1841, si dimostrò sempre devoto al governo pontificio ma, senza cadere in eccessi, seppe usare della sua autorità con moderazione e fu benvoluto dalla popolazione malgrado certe tendenze retrograde e filo-austriache. Nei primi anni del pontificato di Pio IX aveva fatto parte della Consulta di Stato e dell'Alto Consiglio, cioè del Senato dello Stato pontificio; era quindi stato membro di un organo costituzionale.3) Forse proprio per la sua qualità di ex consultore di Stato e membro dell'Alto Consiglio, aveva ricevuto la visita del Callier.
Il conte Pietro Guarini che, presidente della Commissione municipale di Forlì, soggetto superiore ad ogni eccezione .:< ' aveva ricevuto anoh'egli una visita del Callier, aveva fatto parte del Comitato provvisorio istituito a Forlì nel febbraio 1831 e nel luglio era stato nominato colonnello comandante della guardia civica. Gonfaloniere di Forlì dal 1842, nel 1848 era stato membro del Consiglio dei deputati quale rappresentante della sua città; fu il promotore dell'indirizzo del Consiglio a Pio IX per la partecipazione alla guerra d'indipendenza, ministro dei lavori pubblici ed ad interim del commercio, belle arti, industria e agricoltura nel ministero presieduto dal card. Soglia, costituito il 6 agosto 1848: fu anche ministro senza portafoglio nel ministero Rossi del 16 settembre. Nel gennaio 1849 rinunciò alla carica di gonfaloniere; vi fu richiamato dopo la restaurazione pontificia e vi rimase sino al 1859, anno in cui ne fu esonerato dietro sua richiesta.4) Anche il Guarini, molto probabilmente, fu cercato dal Callier perché aveva avuto parte attiva nel perìodo costituzionale.
1) L'ispettore di polizia di Ravenna al ministro Savelli. 1 dicembre 1849, cit.
2) Sul Paolucci de1 Calboli A. MA.MUKI.I.I, / Forlivesi nel Risorgimento nazionale da Napoleone u Mussolini, Forlì, 1936, pp. 209-210 e bibliografia ivi citata; E. FABBRI, Sei anni e due mesi della mia vita, Roma, 1915, pp. 264-265 e 436.
S) Lettera del delegato di Forlì al commissario Bedini, 29 novembre 1849, cit. *) A. MAMBKI.I.1, / forlivesi nel Risorgimento cit., p. 131 e bibliografia ivi citata. Archivio di Stato di Roma Ministero dell'interno busta 70.