Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno <1919>   pagina <467>
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Al MszhW " 407
JMasson racconta olio profughi napoletani per cattivarsi la sua prò teziane e carpirgli denaro lo assicuravano che Napoli le Gala-hrie non attendevano altro che la sua presenza per sollevarsi oon-tro i Borboni (1). Questi prof aghi affluirono dì più in Corsica: erano militari di tutti i gradi olle ritornavano senza soldo, né pensione dal servizio di Napoli e che non attendevano che una chiamata per accorrere presso il loro anticocapo (3jl; Il proolama del colonnello Verrier che bandiva da l'isola Gioacchino minac­ciando di morte come traditori e ribelli coloro che lo coadiuvavano (3) i tentativi del comandante Gallone per arrestarlo, la mancanza di denaro, tutto doveva spingerlo ad una ardita risoluzione. Una lunga lettera, sequestratagli nell'arresto al Pizzo, del suo ex ciam­bellano conte Borgia allora a Porto Longone esponeva in modo favorevole le condizioni del Regno: assicurava Che tutto l'esercito napoletano ardeva di rivedere il suo capo ?. j). Lo accoglienze trionfali ricevute itì - Aiacoio lo esaltarono fino alle lagrime (B). Gran Dio.! egli esclamò quale ricordi si destano nel,mio. animo, Napoli ed il mio popolo mi sono ancora presenti. Io ho visto la moltitudine e la sua gioia : io ho inteso i suoi gridi di allegrezza. Cosi mi si riceveva nella mia capitale tutte le volte che io ritornava da la grande armata. Io non voglio vivere o morire che in mezzo al mio popolo. Noi vedremo Napoli; affrettiamoci a. partire (6). Ed allorché alcuno dei suoi coni-denti si mostrava in-r f certo ed esitante egli addolorato prorompeva in queste parole Ah! nella sventura non si hanno più veri amici! 7)
Fu preso da tanta impazienza da non volere neanche aspettare, come lo pregavano alcuni suoi cónìfìrfeìnfci, il ritorno di un emissa­rio da lui inviato a l'Elba, ed a Napoli per informarsi della proba­bilità di un c'0Q di mano in queil' isola e poi mei Begno. Ma quale più eloquente testimonianza dei sentimenti che dominavano nell'animo di Gioacchino, della lettera da lui*serilta, poche ore prima della sua partenza, al Maoirone, nella quale *iveìà l'angoscia delle persecuzioni sofferte in Francia, il profondo disdegno di ac-
(ì-2j MASSON nella Beone cUs Denx MpndéiS fasó. l geun. 1910.
(3J Proclama mutato dal Francesclài eli* Opera indicala. Appeudice
flofi..'1 pag. 140.
(4); -Lettera riferita dai Macirons. Opera aititi pa-.v (5) FPAHCDSGHiora. Opera citata pag. 88; (WT) GALVANI, Opera aitata pag. 31