Rassegna storica del Risorgimento

BORGIA TIBERIO LETTERE; CARTEGGI (BORGIA-GUARDABASSI); GUARDABA
anno <1968>   pagina <306>
immagine non disponibile

306 Averardo Montasperetti
tutto sommato, era sempre meno oneroso di quello che il Cavour s'era pnr disposto a pagare a Plombìères. pur vero, però, che la situazione del 1862 era molto diversa da quella del 1858.
È certo che nulla giunge gratuito nella realtà degli uomini. A detta del Borgia, la riprovevole illusione di tanti, di troppi Italiani e a quanto sembra anche del Cuardabassi era che si potesse prima o poi placare l'Imperatore dei Francesi con una facile opera di convulsione verbale, ove la formula cavouriana libera Chiesa in libero Stato si pensava potesse avere effetti quasi magici. È a questo fine che il Rattazzi era stato inviato in missione speciale a Parigi sul finire del 1861. Ma era tornato con le pive nel sacco. A parte gli spasmi isterico-bigotti dell'imperatrice Eugenia, la Francia non si nascondeva che quand'anche si fossero voluti ammettere les piémontais à Rome , in via puramente ipotetica e teorica, il Pontefice, che non ai sarebbe mai dato per vinto, sarebbe potuto andare a piantare in Austria l'orifiamma della cattolicità . Il che avrebbe recato all'Impero absburgico un prestigio morale, e quindi anche politico, che Napoleone III non avrebbe mai potuto ammettere, lui che giustificava il suo Impero con la grandette de la France .
Quello che con molta Bennatezza il Borgia vuol consigliare agli Italiani è una saggia politica attivamente temporeggiatrice. Fate libera e prospera l'Italia che oggi possedete, condizione prima d'ogni valido slancio futuro come per il Cavour fare libero e prospero il Piemonte era stato la condizione d'ogni sua calcolata audacia. Posta questa solida indispensabile base di politica interna, occorrerà rimanere sempre a lato della Francia, e attendere che i fati maturino, e che col maturare dei fati sorga l'alba di quel giorno in cui l'Italia possa finalmente andare a Roma e a Venezia, E qui il Borgia, per quanto realista e razionalista e finanche machiavellico voglia essere, finisce per coin­cidere con il Mazzini, allorché preconizza questo grande momento della storia umana come il giorno in cui i popoli rimasti in catene vorranno spezzarle .
Quanto diversamente si sarebbero compiuti i fati]...
AVERARDO MONTESPERELLI