Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DELL'ABBAZIA DI MONTEVERGINE FONDI ARCHIVISTICI
anno
<
1968
>
pagina
<
308
>
308 Grazia Capone - Carmela Piccininno
le più importanti platee o inventari generali dei beni dell'Abbazia, sono ornate delle piante corrispondenti ai beni immobili. Di particolare importanza sono le piante della montagna, del santuario e delle località adiacenti. II Compre-affitti-donazioni (buste 7-46): è la serie più voluminosa e comprende sei atti di compravendite stipulati dall'Abbazia (buste 8-9). B. 13: permute*, poco numerose nel sec. XVI-XVH sono abbastanza frequenti nel '700.
B. Ili contiene i documenti riguardanti le compre-vendite di beni ecclesiastici usurpati dalle autorità civili, che provocarono ricorsi agli Ordinari dei luoghi e alla S. Sede. B. 22: Le donazioni tanto numerose nel periodo aureo della storia della Abbazia, nel secolo XVIII scompaiono quasi del tutto. B. 24-28: Le concessioni a censo: del 1737 è il Delucidarlo > che presenta la descrizione ordinata di tutti i censi e affitti.
HI - Crediti e debiti: B. 53-56 in cui si distinguono i redditi passivi, i crediti propriamente detti e i debiti dell'Abbazia. Nel sec. XVIII non appaiono quasi per nulla questi redditi passivi, mentre sono abbondanti i debiti sia da parte della Congregazione che dei singoli monaci.
IV - Decime e tasse B. 57-58. Questi documenti riguardano le tasse e le decime dovute alla S. Sede; quelle imposte dalle autorità civili e quelle richieste dai singoli monasteri secondo le necessità interne della Congregazione. Riguardo alle prime, Pio V aveva dichiarato il 25 febbraio 1566 MV. la Congregazione esente da tutte le decime pontificie, ma ciò non escludeva che alle volte si derogasse a tale privilegio, come avvenne, ad esempio, nel 1717 (B. 57 19 giugno 1717) con la imposizione a tutti gli ecclesiastici, compresi i Verginiani, di pagare per cinque anni le decime papali all'imperatore Carlo VI. Ma escluse queste eccezioni, l'Abbazia fece sempre valere i suoi privilegi.
Nel 1772 le decime ecclesiastiche furono abolite nel regno di Napoli* Quanto alle tasse verso le autorità civili l'Abbazia, pur difendendo la sua esenzione regia e imperiale, specialmente nell'ultimo decennio del secolo XVIII, dovette sottostare alle contribuzioni dello Stato.
B. 58 1 ottobre 1794: Dispaccio regio per una tassa straordinaria imposta ai Certosini e ai Verginiani pel fondo di soccorso ai Francesi emigrati; 16 ottobre 1794: tassa imposta a M.V. di 4000 ducali per soccorrere gli emigrati francesi venuti da Tolone; 1798: dispacci regi per il reclutamento di volontari; 1799: incartamento relativo a 25 ducati per ogni soldato che il monastero avrebbe dovuto presentare.
Alla seconda sezione cioè aV amministrazione sono dedicate altre 112 buste (B. 61-173) che comprendono i registri degli ufficiali del monastero e i lavori edilizi eseguiti dall'Abbazia. Questa divisione generale presenta altre sottodivisioni: I B. 61: capitoli conventuali che acquistano grande importanza quando si pensa che Montevergine ha sotto di sé molte abbazie e priorati ed è unito ad un celebre santuario, il più importante santuario mariano del Regno di Napoli. Tra i lavori edilizi è in primo piano la fabbrica del Palazzo Abba-ziale di Loreto iniziata nel 1733 (B. 170-173).
Notevole rilievo hanno anche i documenti relativi ai procuratori della Congregazione (B. 116). Carattere permanente avevo il Procuratore Generale della Congregazione Verginiana presso la S. Sede, che risiedeva nel monastero di S. Agata dei Goti o della Suburra a Roma.