Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DELL'ABBAZIA DI MONTEVERGINE FONDI ARCHIVISTICI
anno <1968>   pagina <319>
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Libri e periodici
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senta con devozione di discepolo e coscienza di studioso la definisce propriamente nn opera-chiave nella storiografia sul Risorgimento e sulle origini dell'Italia con* temporanea .
In verità se il testo non fosse già noto, e se il volume di questo Maestro valoroso ed infaticabile già non avesse per cosi dire fatto scuola, noi dovremmo ora considerarlo come un esemplare della moderna corrente scientifica in etri la ricchezza documentaria e la profondità e l'ampiezza della ricerca sono a servizio di una illu­strazione che tiene conto non solo di personaggi, di attori e di vicende ritenute le più significative o più appariscenti, ma di tutti i valori umani e sociali espressi da un popolo che offre le prime testimonianze del suo andare verso la conquista della propria unita ed indipendenza.
Fra le innumerevoli opere con le quali Niccolò Rodoliro ha onorato gli studi, questa appunto perché lontana nel tempo va distintamente segnalata come pre­corritrice ed asseriti ce della nuova concezione della storia, e va riesaminata quale', tipico esempio dì quella esplorazione e costruzione che non ignora pur tenendone cónto in controllata misura le figure più o meno dipinte e celebrate in esclusiva nelle gallerie del patriottismo rievocatore, ma che non può e non vuole ignorare l'esistenza di un grande attore, e cioè di un popolo attore nell'ampiezza quasi scon-finata della scena.
Pertanto nelle pagine della storia non hanno parola ed azione soltanto gli alfieri, ma anche la iolla, poco importa il numero e la qualità dei componenti e poco importa se la luce delle idee è talvolta soltanto un balenio tormentato ed indeciso, e se la passione e l'azione coinvolgono diversi istanze e diversi motivi non perfetta* mente convergenti verso le mete che comunque rimangono fatali.
Qui come si rileva dal titolo è il popolo dell'Italia meridionale in funzione di attore, il popolo della vigilia repubblicana del 1798-1799, il popolo tenace ed ardi* mentoso delPAbruzzo e della Terra di Lavoro che si batte contro l'invasore, il popolo di Napoli e delle Provincie allorquando perde il re e viene governato a repub­blica, e finalmente il popolo dei giorni non meno agitati e cruenti nei qnali opera la reazione e si effettua la restaurazione.
Ma quel che vogliamo rilevare in questa narrazione precisa minuziosa e docu­mentata è la piena e serena valutazione e comprensione della folla, dei personaggi e degli avvenimenti. Non si indulge a preconcetti: passioni ed idee non diventano aprioristicamente ragione di plauso per i liberatori, né ragione di condanna per i restauratori. Domina insomma la serenità dello storico, che non è freddezza, e che non dissocia lo storico medesimo dallo scrittore forbitissimo efficace ed attraente.
PIERO ZAMA
JACQUES GODBCHOT, L'Europe et TAmSrìque à Vépoque napolionienne (1800-1815), (Noavelie Clio); Parigi, Presses Universitaires de France, 1967, in 8, pp. 365. S. p.
Come ali altri volumi della medesima collana, diretta da Robert Bontruche e Paul Lemerle della Sorbona, quest'ultima opera di Godechot si propone di offrire al tempo stesso nn panorama complessivo, nitidamente tracciato, del periodo considerato, ed un bilancio della storiografia sull'argomento, dai contemporanei agli autori più recenti.
La prima parte, Les moyens de la recherche: sources et bibliogrnphie, è suddi­visa ;Ì -sua volta in tre capitoli, dei quali il primo, Les guides et Vorganisatìon du tramali piuttosto inconsueto in lavori del genere e senza dubbio utile, pur nella sua concisione. Motto accurato il capitolo dedicato a Les sources, che specialmente per quanto riguarda le fonti manoscritte offre un primo prezioso orientamento in quello che può considerarsi un vero e proprio labirinto. Il terzo capitolo, infine, concerne Les travaux. Si tratta, ovviamente, di una bibliografia essenziale, anche se cospicua