Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno
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1919
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pagina
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469
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M. Mimm
Anzitutto è a notare che altri ha attribuito la denuncia del piano a la polizia a ben diversa persona*.. Jì, principe di Canosa narra H Gioacchino, prima di lasciare Napoli nel 1816, credendo di poter imitare suo cognato Napoleone nel ritorno da l'Elba, aveva segnato in una carta un piano por il riacquisto del trono e lo confidò al Maghella ministro di polizia, Costui lasciò quella carta ad un suo subordinato, il quale la presentò al marchese Medici come una cospirazione da eseguirsi. Per questo tatto il Maghella venne arrestato e tradotto a Fenestrelle, ed iZ vile calunniatore fu messo alla testa della polizia ed indi ottenne in premio una delle prime cariehe della magistratura, ohe ha poi deturpata col suo procedimento (1),.
H Maghella ministro di polizia fu difatti, per ragioni rimaste occulte, messo in prigione il 16 giugno 1815 e poi tradotto nella fortezza di Mantova, da cui uscì soltanto il 18 ottobre successivo (2). Il Tofano, presidente della Gran Corte criminale di Napoli dopo il 1860, poi deputato, afferma che facilitò l'assassinio di Gioacchino un uomo, che fu qui (in Napoli) alto e supremo magistrato e che ora sta sotterra} al quale il Maghella aveva confidato il motto d'ordine e la parola di Gonvenzìone, che, mandata a Gioacchino in Corsica, lo trasse nel preparato ed infame agguato (3). Sembra che si alluda a Francesco Patrizi che, il 19 luglio 1815, cioè, jsochi giorni dopo l'arresto del Maghella, ebbe dal governo borbonico la nomina di prefetto di polizia e l'anno dopój il 27 giugno 1816 quella di ministro. Dovette quindi, per meritar si rapidi ascensi, rendere qualche segnalato servizio al governo.
Ma panni poco degno di fede; simile racconto. Inverosimile anzitutto che il Marat, .quando lasciò. Napoli precipitosamente, il 18 maggio 1815, potesse fin da allora, nella più grande incertezza de le sue sorti, pensare ad un disegno per il riacquisto del trono. Tutto quel racconto di una parola d' ordine parrai uà mero rar-manzo. Il Pattìzi, fervido ed intransigente borbonico, che nel marzo del 1806, nella seconda occupazione francese, aveva rinunziato a l'ufficio di giudice di tribunale e nel luglio 1809 era stato per la
P 1?UUIQWÌ4 MI r8 MMmtrò consigliere, di Stato pag. 2(5 Parigi 1882. Tale sfitto viantì attribuito al Gaacosa.
3 (2; WBILL, Antonio Magliétta. Boaummìs bìoyraphlques UvUs. Torino
Officina Opes, 1912.
'{Sì Ai suoi elettori. Napoli, 1861, pag. 96.