Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DELL'ABBAZIA DI MONTEVERGINE FONDI ARCHIVISTICI
anno
<
1968
>
pagina
<
329
>
Libri e periodici
329
disgraziati e meditati equivoci da congiura di palazzo: ma nulla dice all'À. quel di"egli a ragione chiama patetico dramma di Medolago? E la doppia faccia di Rezzara non è la stessa ragion d'essere di una difficile sopravvivenza tra una socialità ormai antiquata e fine a se stessa ed uno spazio politico che ogni giorno più viene a man* care? Ed i crucci ed i rovelli religiosi del vescovo Radini non rispecchiano la tra* gedia d'una coscienza dimezzata, decapitata, proprio mentre il suo industrioso capolavoro di società cristiana stava venendo alla luce?
Questi ci sembrano i principali e più impegnativi tra i quesiti di cui si diceva all'inizio. Leone XIII aveva parlato a ragion veduta nel 1898 di forza potentemente conservatrice... argine contro le teorie sovversive del socialismo e dell'anarchia >s ma quell'argine era l'unico che si ponesse sul terreno stesso degli assalitori, a guisa di competizione anziché di negazione, sì da evolversi obiettivamente sul piano democratico, prima ancora che quest'ultimo potesse essere denunziato come lutto proprio d'una e fazione politica > (fazione che si levava con Valente ed Livrea negli stessi antichi Stati sardi, quasi a segnalare colà l'nrgenza di una nuova etichetta politica, che precedesse i socialisti nell'egemonizzare e trasformare in più aggressivi e moderni aspetti il vecchio associazionismo sabaudo e mazziniano). Nel 1900, all'indomani del regicidio, nell'atmosfera di nervosa e provvisoria parentesi che distingue il ministero Saracco, Radini è tutto per la politica, anche se non è (ed i tempi nebulosi non lo consigliano certo!) per un distinto partito politico dei cattolici italiani: e la Graves de communi sarà in certo senso lo specchio fedele di questa doublé face, un ruolo più accentuato da assegnarsi ai vescovi (nel che era anche una più energica assunzione di responsabilità) ma anche con un impulso intimo più vigoroso all'opera din-turno dei singoli fedeli. Questo è in sostanza il doppio piano della linea leoniana, che è poi il patrimonio maggiore del miglior intransigentismo, fermezza cattolica di principii e di struttura, straordinaria libertà di movimenti e dinamismo d'azione. Non per nulla in essa il vecchio Àlbertario ed il giovane Murri videro il terreno di raccordo per l'offensiva contro il Paganuzzi, le cui vicende spesso scriteriate l'A. illumina benìssimo. Non per nulla Rampolla ed Agliardi, por movendo da premesse e su obiettivi abbastanza differenti, strinsero in quei mesi una tenaglia che elettrizzò (e rovinò) lo stesso prudentissimo Grosòll. È appunto il nuovo corso della politica italiana a suscitare questa piattaforma tutta protesa alla conquista e all'azione. Ma sono anche le sue rapide implicazioni democratiche (Giolitti) e massoniche ad un tempo (Nasi e il divorzio) quelle che frenano questo iter, impongono un ripensamento, una sosta, die Murri non comprenderà, che gli uomini del secondo gruppo intenderanno come rientro all'ovile, che la morte renderà per Leone definitiva e per la Chiesa prodromo di sospettosa involuzione. ,
Al solito, storici cattolici e marxisti si guardano bene dal seguire in contrappunto, in chiaroscuro, le vicende da loro narrate e quelle della società in cui esse s'inquadrano. Solo lo sciopero generale del 1904 sembra riannodare per un momento tutte le sparse fila. Ma un momento di crisi non è che il riflesso di una lunga malattia precedente. E che i pensieri di Agliardi potessero essere affini a quelli di Tittoni, la e semina di malcontento di un Ni iti non lontana da quella analoga di un Murri, sembra difficile tenerlo presente. Eppure la loro Italia è sempre la stessa: ed è nna sola. L'A. non accoglie la formula di conciliazione nell'indifferenza cara a Jemolo: ma in essa è una grande verità, l'abitudine a ragionare insieme, ad usare lo stesso linguaggio, a porsi in Italia i medesimi problemi prescindendo dall'etichetta confessionale. Che nel 1913 i cattolici non venissero considerati cittadini di secondo o di diverso rango è un grande risultato storico del giolittismo. Che poi essi non venissero considerati neppure come cattolici, ma come buoni italiani e moderati, questo è un risultato politico del pontificato di Pio X su cui pende incerto il giudizio. E bisogna cominciare a darlo* sostituendo al * Gioii uà e i cattolici * di Spadolini (un libro che stranamente l'A. non considera affatto) finalmente un Pio X e gli italiani>. È un titolo che non sembra dire molto, poco scientifico. Ma i protagonisti veri, forse maggiori, sono loro: e su prospettiva che trascende i conti Gentfloni di allora e
di oggi* RAWAKLB COLAPIBTRA