Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DELL'ABBAZIA DI MONTEVERGINE FONDI ARCHIVISTICI
anno <1968>   pagina <330>
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Libri e periodici
GIUSEPPINA FINAZZO, L'Italia nel Benedir; Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1966, pp, XVI-480, in 8. S. p.
La figura e l'azione di Vincenzo Filonardi nel dodicennio compreso tra il 1881 ed il 1896 rappresentano, com'è detto espressamente nel sottotitolo* il filo conduttore di questa diligentissima ricerca che* alla chiarezza e pacatezza espositive tipiche della storiografìa diplomatico, accoppia un tecnicismo sconcertante, per nulla pensoso delle implicazioni del colonialismo sulla politica interna, e ferma ad un patriottismo di maniera, pago della caccia al prestigio, dell'onore della bandiera e di altre consimili etichette ottocentesche buone spesso a contrabbandare merce di tutfaltra ispirazione. Il Filonardi, un romano di famiglia cospicua che, nella prima meta del secolo, aveva annoverato un Filippo elemosiniere segreto di Leone XH ed arcivescovo di Ferrara, sembra l'uomo nato apposta per una ricostruzione del genere, pieno com'egli fu di chimerici progetti sa basi quanto mai precarie, devoto all'Italia ma non meno ai propri sacrosanti interessi d'uomo d'affari, estimatore caldissimo del Crìspi ma su una linea estremista, di forza, che venne ad essere abbandonata allorché lo statista siciliano, nei suoi ultimi anni, fu duramente condizionato nelle sue impazienze dai temporeggiamenti scioani di Antonelli e dalle esigenze finanziarie di Sottrino. Centro ambientale del racconto è Zanzibar, il grande mercato arabo degli schiavi in cui, allo schiudersi degli anni ottanta, la tradizionale preminenza inglese è messa in pericolo da un'assidua concorrenza tedesca. Filonardi s'inserisce in un gioco diplo­matico che tocca anche livelli altissimi ma non riesce per lungo tempo a garantirsi una copertura abbastanza efficace da parte del governo. Sarà solo col Brin. ministro degli Esteri nel primo gabinetto Giolitti, ed in relazioni strette con potenti gruppi finanziari italiani (ma una sua avance al Frascara del Credito Mobiliare rimarrà senza esito) che hi posizione del Filonardi verrà autorevolmente definita, così sotto il profilo dell'intrapresa commerciale, come sotto quello della rappresentanza diplo­matica. Senonché questo duplice ufficio, serbato per oltre tre anni, se conseguì risul­tati apprezzabili nel campo dell'amministrazione della giustizia e dell'ordine pub* bìico, specie a Mogadiscio, suscitò a Roma gelosie e sospetti di cui si rese interprete Antonio Cecchi. Il contrasto penoso ed astioso tra il commerciante e l'esploratore, in uno sfondo di mediocrità personale e politica assai deprimente, fa da chiaroscuro alle realizzazioni accennate e, conclusosi tragicamente per il Cecchi, riverberò anche sul Filonardi i suoi echi di sospetto anche pesantissimo. Una storia aspra nel suo squallore, insomma, che avrebbe richiesto qualche maggiore spregiudicatezza e di* ci amo pure brutalità di tocco per ravvivare nella sua esemplarità drammatica un quadro che non di rado scade ai limiti del controversistico o dell'apologetico.
RAFFAELE COLAPIETBA
LORENZO BBBESCHI, / pionieri della D.C. 1896-1906, con prefazione di Gabriele De Rosa; Milano, H Saggiatore, 1966, in 8, pp. VUL732. L. 3.500.
È una folla antologia, che riunisce brani di ventotto fondatori della Democrazia Cristiana, presentati in rapidi prospetti biografici con indicazioni bibliografiche per ciascuno.
Lorenzo B edeschi, sacerdote emiliano, appassionato fautore di un cattolicesimo democratico, radicato nel Vangelo e versato nella civiltà moderna, si volge ai pio­nieri , che nel duro decennio iniziale del movimento democratico cristiano si con­tavano e si preparavano, fiduciosi di avere, aprendosi al presente, un fertile e grande campo d'azione nella disponibilità religiosa delle masse, nell'emulazione col socia­lismo e nella successione al liberalismo.
Quasi lutti giovani, questi pionieri fondavano l'interesse sociale di un'ala del* Pmtransìgentismo, già animata da don Davide Alberturio,J) con l'apertura politica
*) Sarebbe stato opportuno inserire anche l'Albertarlo, con qualche brano ohe mostrasse l'accostamento alla Democrazia Cristiana negli ultimi anni.