Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DELL'ABBAZIA DI MONTEVERGINE FONDI ARCHIVISTICI
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1968
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331
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Libri e periodici 331
della, corrente conciliatoristica, recata nella Democrazia cristiana dall'anziano mone. Geremia Boncinelli : ) mutavano, però, la vecchia tendenza alla partecipazione politica, prima intesa come puntello reciproco con l'ordine borghese, in un'attitudine competitiva, volta alla modificazione di queirordine e ad impedire nel contempo lo sconvolgimento socialista.
Restava, invece, fuori della loro ispirazione il terzo elemento del panorama politico cattolico predemocristiano: llntransigentismo temporalista di Paganuzzi, Scottoti, Cerniti, presidiarne l'Opera dei congressi, che questi giovani avversarono, tesi com'erano all'incontro con l'Italia risorgimentale. Quando col conte Grosoli, successore di Paganuzzi, riuscirono ad aprirsi nn varco nella vecchia organizzazione, il contraccolpo fu immediato: Pio X la .sciolse, ponendo con tale atto i rinnovatori, come disse uno di loro, il Berlini,~) nella necessità di organizzarsi su una piattaforma autonoma. Il nuovo pontefice era legato all'ambiente degli intransigenti veneri ed era orientato verso un isolamento eroico della Chiesa dalla civiltà contemporanea, incontro alla quale era mosso il pontificalo di Leone XIII.
Già questi invero inferse, nell'ultimo tempo, nn colpo alla Democrazia cristiana con la Graves de communi (anno 1901) e riprovò R. Mnrri per le sue posizioni modernistiche, ma nel complesso il nuovo movimento rappresentava il logico sbocco del prudente adeguamento leoni ano alle nuove situazioni europee. Non a caso il vecchio papa è ricordato nell'antologia con maggiore affetto e chiamato a conforto delle tesi dei novatori, mentre Pio X vi compare il più delle volte coi suoi monili, le diffidenze3) e le proibizioni.
Gennaro Avolio, all'indomani della sua elezione, auspicava che il nuovo papa benedicesse l'Italia come tutte le altre nazioni cattoliche, e Luigi Sturzo, nelUnnal-zare il suo motto pontificale Instaurare omnia in Christo, indicava, però, altri mezzi per la conquista cristiana della società, dissuadendo i cattolici dal cimentarsi nell'antagonismo religioso, aprioristico verso lo Stato buco, invitandoli a rafforzarsi
Isul terreno civile in termini di forza politica concorrente tra altre forze, di vitalità intellettuale, di efficienza organizzativa, fuori della concezione clericale pura,
Sturzo apprezzava in questo senso l'attenuazione del Non expedit, concessa dall'enciclica Il fermo proposito, benché se ne avvantaggiassero per prime le aborrite coalizioni clericomoderate.
Evidente è il fermento nelle pagine di Giuseppe Fuschini, dove la dolente, formale obbedienza al pontefice, che ha gettato l'ostracismo sulla Lega democratica nazionale, non esclude la decisione di valersi deUe libertà e dei mezzi assicurati dalle leggi della nazione. Questo scrittore dava una definizione del clericalismo come atteggiamento proprio di chi vuole imporre una determinata fede mediante strumenti di dominio estranei alla natura spirituale della religione, e delineava la mobilità democristiana di fronte all'alternativa tra conservazione, 6: radicalismo.-t)
1) Giustamente il Bedeschi lo ha introdotto néU'antologia, malgrado le sue posi* aloni cattolico-liberali e filomoderate, per la rottura da lui operata nel fronte episcopale italiano con la richiesta della libertà organizzativa per i Cattolici e la vivace polemica detemporalizzatrice.
2) e La necessità di organizzarci sul terreno liberamente abbandonato alla competizione dei partiti... data per noi dal giorno in coi un gentiluomo ed un galantuomo modello si vedeva compensato delle sue benemerenze peggio che un cameriere col licenziamento (p. 70).
8) V., per es., la prevenzione a proposito di Cesare Àlgranati (Rocca d'Adria), Ebreo convertito, in realtà neofito entusiasta ma militante in campo democratico cri stiano (p. 160).
*) Riconosciamo che alcuni veri interessi di conservazione sociale possono talora unirci ai gruppi moderati e conservatori; siamo invece radicali nel volere rotta la lunga tradizione di pigrizia mentale e morale dei nostri governi e posto mano arditamente a riforme mature da tempo nel pensiero degli studiosi e nell'opinione del pubblico (p. 218).