Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DELL'ABBAZIA DI MONTEVERGINE FONDI ARCHIVISTICI
anno <1968>   pagina <359>
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Viàa dell'Istituto
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Presidente del Comitato di Pescara avv. E. Totoro ha parlato davanti ad un pubblico foltissimo ed alla presenza di tutte le Autorità provinciali e locali sa L'ultima guerra del Risorgimento .
L'oratore ha rievocato lo spirito con coi l'Italia entrò nella guerra 1515-1918, che nella coscienza di tutti gli Italiani rappresentava Fui timo atto del travagliato e glorioso periodo risorgimentale compiendo l'unita della Patria,
Nella presentazione, l'avv. Totoro ha comunicato la iniziativa della istituzione di un Museo del Risorgimento e di un Centro Studi per il Risorgimento Abruzzese: Tale iniziativa, si è potuta realizzare mercé la liberale generosità del sig. Giuseppe De Cesarie, il quale per onorare la memoria dei suoi illustri antenati, ha donato al­l'Istituto un appartamento dell'avito palazzo De Cesaris sito in Penne, casa natale dei Patrioti Domenico, Antonio, Nicola, Achille e Clemente De Cesaris Prodittatore ga­ribaldino degli Abruzzi.
Il sig. De Cesaris ha donato, altresì, un cospicuo epistolario di questi patrioti, nonché cimeli vari e mobili di epoca per l'arredamento dell'istituendo Museo.
In esso saranno custoditi tutti i documenti che potranno essere raccolti sul Risorgimento Abruzzese sia per salvarli dalla dispersione, sia anche per hi consulta­zione e lo studio.
H Centro di Studi si propone, anche in collaborazione con la Facoltà di Lettere dell'Università degli Abruzzi, di promuovere lo studio del Risorgimento abruzzese magari anche con la organizzazione di convegni.
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PIACENZA. Presso la Biblioteca comunale si è riunito il Comitato, presieduto dal conte Giuseppe Salvatore Manfredi.
È stato deciso di commemorare il cinquantenario della morte di Giuseppe Man­fredi, che fu il maggiore protagonista del Risorgimento piacentino, ebbe poi l'incarico di governatore delle Provincie di Parma e Piacenza e terminò la sua illustre attività quale presidente del Senato. H cinquantenario della morte di Giuseppe Manfredi cade il 6 novembre e la seduta commemorativa, che si terrà nella stessa Biblioteca come altre in passato, avrà luogo la domenica successiva 10 novembre. La manifestazione sarà organizzata in collaborazione con la sezione piacentina della deputazione di storia patria per le province parmensi (rappresentata nella riunione dal prof. Emilio Nasali! Rocca) e dalla Famiglia piasinteina . Relazioni su Giuseppe Manfredi saranno tenute dal prof. Giuseppe Berti, prof. Vittorio Agosti, prof. Emilio Nasali! Rocca, dott. Cor­rado Sforza Fogliani, prof. Ernesto Cremona, don Luigi Mezzadri, Serafino Maggi e maestro Dante Rabitti. Alla commemorazione sarà interessato anche il Senato.
Nel corso della riunione il Comitato ha deciso di prendere contatti con vari enti cittadini allo scopo di pubblicare le relazioni tenute in occasione delle sedute su Pia­cenza e le guerre d'indipendenza e su Melchiorre Gioia.
Il conte Giuseppe Salvatore Manfredi, presidente del nostro Comitato, ha inviato al sindaco avv. Montani una lettera nella quale è sottolineata l'esigenza che il Museo risorgimentale possa disporre di maggiore spazio nei locali di palazzo Farnese.
Comi.- si sa, il Museo ha ora sede in un appartamento di proprietà privata a palazzo Lucca, in via Sopramuro 60, e questa è già una sistemazione singolare. Inoltre nella presente sede, dove il museo fa allestito in occasione delle celebrazioni dell'unità d'Ita­lia del 1959-60, non c'è abbastanza spazio per esporre tutto il materiale, che viene di continuo arricchito da donazioni di cimeli da parte di privati. In pratica il museo dispone ora di un solo locale. Nella sua lettera il conte Manfredi fa riferimento ad un già avvenuto sopralluogo a palazzo Farnese, da parte di dirigenti del Comitato insieme ad incaricati del Comune, per stabilire quali locali del Farnese sarebbero idonei ad ospitare il museo. Si sarebbe indicato in linea di massima ohe il museo potrebbe essere allogato in quella parte del palazzo Farnese corrispondente alla Rocca Viscon­tea, e quindi in locali differenti da quelli nei quali dovrà trovare posto il Museo civico.