Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DELL'ABBAZIA DI MONTEVERGINE FONDI ARCHIVISTICI
anno <1968>   pagina <364>
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Vita dall'Istituto
l'Italia tra le nazioni deripe a difendere il patrimonio della civiltà occidentale, di coi la tradizione militare fa pane, quale simbolo di ideali da non rinnegarsi, pena l'affon­da re nel più gretto materialismo. E le bandiere sempre lì, accanto al Milite Ignoto, dive* note più numerose per l'inserimento di cuelle dell'ultima guerra, salvate dalla tragedia dell'armistizio; ma un pò* neglette per l'invecchiamento dell'edificio, per l'inidoneità dello spazio, per la necessità di personalizzarle con provvedimenti che consentissero di farle ridiventare, da massa, anche individuale sìmbolo di ciò che ciascuna aveva rappresentato nella lunga o breve sua storia.
Furono eseguiti progetti, si stanziarono somme (peraltro esigue, se paragonate all'enorme importanza della realizzazione; e mai pubblico denaro è stato speso in ma­niera più santa) fu affidato l'incarico al Comando Regione Militare Centrale, si interes­sarono ufficiali che alla competenza specifica, nel campo storico, araldico estetico, unis­sero profonda passione, unica vera leva per assolvere un così difficile ed impegnativo compito.
E in pochi mesi, attraverso un lavoro di restauro, puntualizzazione, ricerca storica, collocazione estetica, è stata fatta un'opera veramente degna, destinata a trovare larga eco in coloro, e speriamo siano moltissimi, che salendo la scalea dell'Altare della Patria non si limiteranno ad ammirare i trofei marmorei o le sentinelle impeccabili, ma vor­ranno entrare anche nel Sacrario, in questo tempio del valore che, se militare nel­l'apparenza, è anche e soprattutto il simbolo delle qualità di un popolo.
Lo stesso ambiente, ad alle volte pacatamente illuminate, con un susseguirsi' di grandi vetrine nelle quali bandiere, stendardi e labari raccontano oltre due secoli di storia, invita alla più serena meditazione. Ogni realizzazione piccola o grande di questo museo tricolore ha avuto ed ha uno scopo ben definito; a parte l'ampliamento o il riattamento delle opere in muratura (che sarà completato con il rifacimento, da parte del ministero della Pubblica Istruzione, consegnatario del monumento, di alcune volte che lasciano filtrare l'umidità piovana), si è anzitutto provveduto a costruire nuove vetrine, onde consentire l'auspicato sfoltimento dei vessilli, ridando loro la necessaria personalità.
Ma ogni, bandiera di guerra è tale in quanto ha partecipato a delle battaglie, è stata alla testa di questo o quel reggimento dai particolari simboli, ha ricevuto le decora­zioni ad attestare il valore dei Buoi soldati. Occorreva perciò anzitutto una precisa e chiara indicazione della bandiera e delle campagne di guerra cui essa ha partecipato; il che si è ottenuto con l'apposizione, sul davanti di ogni vetrina, di targhette in bronzo che portano i nomi dei vari reggimenti e dei fronti di guerra, di fianco a ciascuno dei quali spiccano, in rilievo, le medaglie al valore che furono decretale ad ogni bandiera. In un policromo susseguirsi di oro, argento e bronzo, che luccica accanto a nomi di cento località dove i soldati italiani si batterono dal 1848 al 1945, con altre miriadi di colori che sono quelli delle mostrine dei reggimenti delle varie armi e specialità, in questi rettangoli ni di metallo ogni bandiera diventa quasi viva, nel suo passato e nel suo presente. Realtà resa ancor più completa dai nuovi bracci porta-vessillo che con apposita inclinazione consentono un maggior spiegamento dei drappi; e che nello zoccolo presentano il luccicore dei fregi delle varie Armi, specialità, Forze armate, cir­condati, quasi avvolti, dalle fiamme gloriose dei reparti, che tanti ricordi suscitarono negli anziani e attireranno perlomeno la curiosità dei giovani.
Seno ventuno le vetrine nelle quali sono custodite le Bandiere, ben 470 vessilli, ordinati secondo le Armi tradizionali, ad iniziare dai 24 labari dei Bersaglieri e dei Reparti d'assalto, un binomio eimbolo di eroismo e di sacrificio;* Segue la Fanterìa., alla quale, logicamente, appartiene la massa delle Bandiere (ben 213), quella Fanteria italiana che sulle pietraie del Carso, nei deserti africani, nelle plaghe iberiche, tra le Steppe della Russia, sulle montagne elleniche, meritò e confermò il titolo onorifico di 14 regina delle battaglie *.
Dal 1 reggimento fanteria " Savoia " fondato nel 1664, si arriva hi 388, numeri che sono tali soltanto come successione di costituzione perdio ogni reggimento ha una torta diversa, lunga o breve, famosa o meno, ma sempre espressióne idi valore e di