Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DELL'ABBAZIA DI MONTEVERGINE FONDI ARCHIVISTICI
anno <1968>   pagina <365>
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Vita dall'Istituto 365
attaccamento alla Patria, sempre, in particolare lu Fanteria, simbolo di sucri/ino cosciente ogni quel volta l'Italia fu da unire o difendere.
Ti sono poi i Bersaglieri, questo Corpo che non Ita bisogno di parole di prescn-tesone tale è la sua fama secolare di entusiasmo ed eroismo, contraddistinta dalla Ban­diera del reggimento più decorato, il 1 Bersaglieri, con ben 1S decorazioni. Gli sono a fianco gli Alpini, onesti silenziosi ed eroici soldati delle montagne la cui storia è stala scolpita sulle rocce e tingendo di sangue le candide nevi. E i carristi che nel motto u Ferrea mole ferreo cuore " dicono come essi furono con le loro fiamme color del sangue, dello stesso acciaio dei carri armati, sino all'immane scontro di El Alamcin. E la fanteria costiera, queste sentinelle spesso dimenticate sulle rive del mare, ad affron­tare lo strapotere nemico.
" Gettare l'anima oltre l'ostacolo " è stato l'imperativo della Cavalleria italiana che, sorta con la guerra stessa, scrisse su ogni campo di battaglia, all'ombra dei vetusti stendardi che oggi riposano nel Vittoriano, pagine di gloria sublime, sino all'ultima disperata carica in terra di Russia. E l'Artiglieria, che con tecnica e cuore, porto il suo fuoco e il suo animo ad appoggiare sempre più da vicino gli assalti della fanteria, specie nella grande controffensiva del Piave (1918). Ed il Genio, che costruendo e distrug­gendo nell'inferno del combattimento, consentì col suo sacrificio la più valida offen­siva o difensiva. Il Corpo Autonoraobilistico, La Sanità militare, il Commissariato Mili­tare, che nelle retrovie delia battaglia o in prima linea, diedero determinante contri-buto di opere e di sangue.
Dall'Esercito all'Aeronautica, quest'Arma che ultima nata, dagli albori timidi e gloriosi della guerra 1915-1918, esplose con la sua veemente carica di capacità e di entusiasmo, immolandosi spesso in impari lotta nei cieli d'Europa e d'Africa.
Chiudono la rassegna i Corpi Speciali; la Guardia di Finanza, il Corpo Guardie di P.S., che ai preziosi servizi di Istituto abbinarono eroismo in tutte le guerre; la Bandiera del Corpo Volontari della Libertà che con la sua presenza simboleggia la con­tinuità del valore dei soldati d'Italia.
Per la gloriosa Marina, vi è nello stesso monumento un Sacrario a parte.
Questa elencazione che può sembrare arida ed è solo un inquadramento generale può animarsi soltanto con la visione diretta di questo museo, che se ha finalmente anche aspetto decoroso, un suo gusto estetico, una pretesa artistica è soprattutto una guida spirituale per chi, non avendo portato cervello e cuore all'ammasso, vuole riper­correre, attraverso immagini le più probanti ed elevate la storia d'Italia. Scritta da milioni di italiani che in 150 anni di vita nazionale furono, con ricorrente periodicità, chiamati alle armi nel nome di quel Tricolore che Carlo Alberto, nel famoso proclama agli italiani del 1848, volle unire allo scudo sabaudo. Ed il primo dei grossi volumi storici poggiati su grandi artistici leggìi di fronte alle vetrine dei vessilli, è dedicato appunto alla Bandiera:: dalle sue origini, simboleggiami soltanto questo o quel reggi­mento, in un'artistica policromia di aquile e trofei, al primo timido sorgere del tricolore sotto forma di coccarde; dal congresso di Reggio Emilia del 1797, che proclamò il bianco-rosso-verde simbolo della Patria da unire e costruire, alla Bandiera di guerra che sventolò per la prima volta olla testa dell'esercito piemontese e dei volontari di tutte le regioni d'Italia, al passaggio del Mincio.
Gli altri diciannove volumi, in fogli di pergamena e con artistica rilegatura in pelle, raccontano pur nella necessaria sintesi, la storia dei reparti di tutte le Armi e Forze Armate che hanno, nel Sacrario, le loro antiche e più recenti Bandiere. La fatica dei ricercatori si e estesa lontano nel tempo, sicché delle più antiche unità militari si ritro­vano, oltre allo copie autentiche delle decorazioni al Valor Militare e dello citazioni nei bollettini di guerra, i decreti di costituzione, alcuni vecchi dì 170 anni, riprodotti dagli originali ingialliti dal tempo; e va via tutti quei documenti rari e spesso commoventi, della vita dei reparti militari, che fu poi la vita stessa della Nazione.
Le urne conlenenti i restì di quelle Bandiere che, sottratte a sacrilega mano nemica furono divisi tra i militari caduti prigionieri, conservati gelosamente a continuo rischio della propria vita e riportati in Patria, sono l'ultimi e più sublime pennellata