Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno
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1919
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pagina
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474
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474 Una atroce accusa mitra Pietro Colletta
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del saggio, IfiSnanda aooortamente E' vero o è leggenda? (1) Il Oav* Luigi Macedonio gii intendente della provincia di Napoli, poi della R. Casa, aveva assunta allorché nel marzo del 115 Gioacchino partì, il portafoglio dellnterno (2) Il Ricciardi era stato fino a la partenza di Gioacchino miniatro di ' giustizia e lo divenne poi di nuovo sotto il Borbone, Entrambi nomini integri e degni di ogni stima, non si sarebbero certo prestati a cosi nero tradimento.
Mi resta un dubbio. Le istruzioni al Lambrusehini gli ingiungevano di sbarcare a Livorno e i*3i informarsi dei napoletani che. dovevano trovarsi- ak toscana, principalmente di Tito Manzi, Macedonio e la principezza di Garamanico. L'emissario nella sua relazione narra ohe giunse ÌD ètfcemore a Livorno, il 9 a Firenze, ma non accenna ad alcun colloquiò con il Manzi, ne ad aver assunto ragguagli circa i napoletani, che trovavansi in Toscana. Ritengo che tacque, come tacque il nome del Filangieri, per non comprometterli e che avesse visto il Manzi perchè appunto tra le carte di questo si è rinvenuto il famoso autografo deiMurat. Dovevano allora esservì in Toscana varii napoletani profughi dal Regno, tra cui certamente Giuseppe Poerio; ma panni poco probabile che costoro, uomini di senno, prò fondamente devoti al Murat, potessero dopo la sconfìtta di Waterloo, consigliargli un audace tentativo nel Regno.
Non mi trattengo su la favola, allora diffusa pei* Napoli che il moro Otello già a i servigi di Gioacchino avesse portato varie lettere di lui. Il Colletta l'ha confutata notando l'assurdo, che proprio per una- jnisfà'p.ne gosi delicata e segreta si scegliesse mi moro vestito a la mamalucca e noto a tutta la città [(3).
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Riassumo. Non si trattò da prima, come parmi aver dimostrato ohe di semplici vóci le pati a3sai lksfcgni-:é -si spiegano quando I4 ponga mente a la singolarità del fatto ohe 'Coni un pugno di uomini Gioacchino pretendesse riacajttiatare un regno e a la fervida fantasia meridionale, cosi corriva M immaginare inganni e tradimenti. Dettero assai probabilmente occasione a supporli la relazione del Medici, da cui appariva ohe il governo avesse tutto saputo, e qualche superbo vanto di' lui per il successo conseguito con la fine
(1 > LOMBROSO, <?. Afwratf. e U aspirazioni militari italiane del 18iB.
(2) DB NICOLA, Diario, Marzo, 1815,
(3) Opuscolo; sabato pag, 280.