Rassegna storica del Risorgimento
BULGARIA STORIA 1885-1886; ITALIA POLITICA ESTERA 1885-1886; PA
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1968
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376
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37b Angela 'Va tubo mi
lontano dagli immediati interessi del paese. In realtà, la crisi rumeliola, con un'Austria che spingeva la Serbia ad un intervento per impedire la unione delle due Bulgarie, era tale da risolversi in ultima analisi in un accrescimento dell'influenza austriaca nei Balcani. In queste coudizioni ed in presenza di un trattato, come quello della Triplice, che non offriva all'Italia alcun beneficio che andasse al di là del fatto di aver posto termine all'isolamento politico del paese, runica politica possibile per il governo italiano sarà quella di assicurare il mantenimento dello status quo nei Balcani. La crisi rumeliota non è dunque di scarso rilievo per la politica estera italiana che proprio da essa comincerà a muoversi per avviare un decisivo e fruttuoso miglioramento delle clausole in certo modo statiche ed inerti, se non negative, degli accordi del 1882.
Chi si accorge di tatto questo, con notevole acume e senso dei problemi europei e particolarmente balcanici, affinati negli armi trascorsi quale ambasciatore a Vienna è il ministro degli Esteri di Robilant. Egli non è affatto disposto a consentire che i'Austria-Ungheria, e per essa il ministro degli Esteri conte Kàlnoky, fosse persuasa che l'Italia dovesse, necessariamente, seguire la politica austriaca nei Balcani: finché il Trattato di Berlino era in piedi in tutte le sue disposizioni e soluzioni territoriali, sia pare imperfette, era possibile pensare a una politica comune o almeno concertata; ma, telegrafa il 13 novembre 1885 all'ambasciatore a Vienna Galvagna, une fois le Traité dechiré, fante d'energie de la part des Puis-sances, nous n'aurions plus que le vide devant nous et, quel que soit aujourd'hui le désir commun et bien sincère des quatre Puissances qui ont jusquHci marche dans le plus parfait accord pour garantir la paix, des circonstances pourraient se produire à la suite d'un fait qui modifie-rait les frontières des différents états dans la Péninsule des Balkans, qu'il serait bien prevenir d'avance. Je comprenda toute la gravite de la situation, mais c'est précisenient pour cela que je n'hesite pas à faire connaitre tant qu'il est en temps, toutes mes appréhensions .l*
Questo punto di vista del di Robilant, così franco ed esplicito e particolarmente l'accenno alle imprevedibili circostanze che avrebbero potato sorgere da una modificazione dei confini dei diversi Stati nei Balcani,
non era andato a verso secondo quanto ne riferisce Galvagna 2)
al conte Kàlnoky: a L'È. V. meglio di qualunque altro sa che se il gabinetto di Vienna desidera di poter contare sul concorso dell'Italia nella soluzione delle questioni che toccano da vicino i suoi interessi, esso intende
i) ARCHIVIO STORICO DEL MINISTERO DEGLI ESTERI (A.SJtfJE.), Telegrammi in par. tenia, Registro n. Ili, 27 maggio-31 dicembre 1885, telegr. n. 115, Robilant a Galvagna, 13 novembre 1885.
*) A.S.M.E., Basta 1263, Dispacci in arrivo da Vienna, Serie politica 188546, Galvagna a Robilant, Vienna, 15 novembre 1885.