Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA STORIA 1885-1886; ITALIA POLITICA ESTERA 1885-1886; PA
anno <1968>   pagina <377>
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La crisi balcanica del 1885-1886
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che quest'Italia le sia cieca e docile seguace. Tutto ciò che accenni ad indi­pendenza di concetti e di apprezzamenti da parte nostra suona sgradito al Governo Àustro-Ungarico. Nessuna meraviglia, dunque se il conte Kal-noky sia rimasto rincresciuto , specie per quanto riguarda l'accenno dei Robiiant circa le conseguenze duna possibile trasformazione degli Stati balcanici, forse perché essa toccava al vivo una questione che il gabinetto di Vienna ha interesse a lasciare sopita sino all'ultimo. Cosi, scrive sempre il Galvagna, poiché non v'ha dubbio che il partito di lasciare l'esercito serbo misurarsi contro l'esercito bulgaro era già preso da parecchio tempo per suggerimento del principe di Bismarck..., e come era preveduta la eventualità di questa guerra, così era già stabilita a priori la linea di con­dotta da seguire quando questa eventualità si verificasse , il ministro degli Esteri di Robiiant non può che ribadire ancora più chiaramente un con­cetto che costituirà il fondamento della sua ulteriore politica verso l'Austria e nei Balcani: e Finché si tratti di adoperarci per il mantenimento della pace e per l'osservanza dei trattati che regolano la situazione generale in Oriente il nostro concorso non mancherà certo, come non mancò mai finora al Gabinetto di Vienna e a quegli altri che hanno un identico programma di pace e di conservazione. Ma se, con lo svolgersi degli avvenimenti, e segnatamente per effetto del conflitto armato tra la Serbia e la Bulgaria, venissero a sorgere interessi e preoccupazioni speciali... ci sembra equo e ragionevole che dobbiamo riservare la nostra libertà di giudizio , pur desiderando di rimanere associati all'Austria-Ungheria. La conclusione non può essere quindi che una sola: nessuna rinuncia anticipata a ogni esame o deliberazione del nostro proprio interesse , nessun vincolarsi l'atteggia­mento avvenire di fronte alle complicazioni che potrebbero derivare dal conflitto serbo-bulgaro a quello di altre Potenze, Austria Ungheria com­presa .3J
Il ministro degli Esteri di Robiiant, nel suo linguaggio diplomatico prudente e denso di sottintesi, ma tuttavia sostanzioso, non indica quali fossero gli interessi e le preoceupaizoni speciali che suggerivano alla Consulta di riservarsi ogni libertà di giudizio e quindi d'azione, anche nei confronti dell'Austria. Questi interessi e preoccupazioni erano tuttavia state avvertite, prontamente, a Vienna dal ministro degli Esteri Kalnoky, così che la crisi serbo-bulgara del 1885-86, con le sue più ampie interferenze balcaniche ed europee finirà per rappresentare nelle abili mani del Di Robiiant lo spunto o il momento iniziale per ottenere dall'Austria, nel 1887, con la seconda Triplice, quelle garanzie di status quo nei Balcani o, in difetto, di eventuali e compensi che mancavano alla prima.
3) A.S.ME.., Registro copialettere dispacci in partenza n. 1114, Austria, Robiiant a Galvagna, Roma 19 novembre 1885.