Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA STORIA 1885-1886; ITALIA POLITICA ESTERA 1885-1886; PA
anno <1968>   pagina <379>
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La crisi balcanica del 1885-1886
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E, su istruzioni di Roma, il rappresentante a Sofia Gerì HI ix de Sonnaz, è pronto a sottolineare al presidente del Consiglio bulgaro Tsanov a che il Regio Governo aveva la più viva brama di non vedere spargere sangue in queste regioni e, desiderando esso prima di tutto il mantenimento dello stata quo in Oriente basanlcsi sul trattalo di Berlino, si lusingava che la presente crisi potesse appianarsi tranquillamente .l*
Insieme, sin dal 27 settembre 1885 Roma svolge insistenze presso i governi di Atene e di Belgrado per impedire ogni manifestazione od agi­tazione che potesse avere un contraccolpo nelle provi ncie dell'Impero . a E come il governo serbo appare quello più deciso a passare all'azione, so­pratutto per la spinta dell'Austria, il nuovo ministro degli Esteri italiano di Robilant è molto chiaro ed esplicito col rappresentante serbo a Roma, Franasovic: se il governo di Belgrado non poteva dubitare della nostra schietta benevolenza dopo le molteplici prove che ne aveva avute in passato e ancora in questi ultimi tempi ... tuttavia ce nelle presenti contingenze ... la nostra politica non potrebbe avere altra aspirazione, fuorché il desiderio di assicurare il mantenimento della pace .3)
Quando poi la ricerca di una soluzione della crisi rumeliota si sposta a Costantinopoli, in seno alla Conferenza degli Ambasciatori delle grandi Potenze (Austria, Francia, Italia, Inghilterra, Germania, Russia) e del mi­nistro degli Esteri turco, presieduta dal ministro d'Italia nella capitale ottomana Luigi Corti, l'atteggiamento italiano non muta di una linea.
L'indirizzo che il conte Corti, su istruzioni di Roma, si propone di seguire vuole essere molto concreto, in modo da trovare una soluzione pos­sibile e che non suoni umiliazione per i Bulgari. Così, contro il punto di vista di taluni delegati, come quello austriaco o quello russo Nelidov, che suggerivano di servirsi dei ce termini più severi , il conte Corti ritiene invece ce doversi invece le nostre intimazioni limitare a quelle che si vole­vano fermamente esigere , evitando richieste eccessive, che non potevano essere accolte dai Bulgari . 4*
Questo senso di concretezza e il desiderio di trovare una soluzione che fosse accettabile dai Bulgari furono, riteniamo, determinanti se nella successiva conferenza, convocata per iniziativa della Turchia ai primi di novembre, il rappresentante turco avanzò tre proposte che seguivano una
Roma, 28 settembre 1885; A.S.M.E., Basta 1279, Acton, reggente, al ministro degli Esteri Depretfs, Sofia* 29 settembre 1885.
*) A.S-MJSn Basta Ì279i Gerbaix de Sonnaz a Deprotis, Sofia, 1" ottobre 1885.
3) Documenti diplomatici (Libri Verdi) voi. cit, p. 8, Depreda ai ministri d'Italia ad Atene e a Belgrado, Roma, 27 settembre 1885.
8) Documenti diplomatici (Libri Verdi), voi. r-ii., p. 32, il ministro degli Esteri Oi Robilant al ministro d'Italia a Belgrado Sallicr de la Tour, Roma, 23 ottobre 1885.
*) A.S.M.E., Busta 1476, li ministro d'Italiu a Costantinopoli, Corti, al ministro degli Esteri Agostino Dcpretis, Sofìa, 3 ottobre 1885.