Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA STORIA 1885-1886; ITALIA POLITICA ESTERA 1885-1886; PA
anno <1968>   pagina <382>
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Angelo Tumborra
Uno stato unitario, sia greco, sìa slavo o altro considerando semplici <r coi" mere sia il panslavismo che il panellenismo; presso gli albanesi della Lega di Prizren venuti in Italia nel 1879 fra cui Abdul bey Frasari aveva cercato di svolgere opera di mediazione rispetto ai Greci, sentendosi rispon­dere che nessun accordo era possibile in quanto i Greci a vogliono dei sud­diti e non degli uguali ; !) in armonia con le sue idee federalistiche centro europee concretatesi nel 1862, insieme al Kossuth, con il progetto di una confederazione danubiana o quelle espresse dal Mazzini nel 1871, aveva poi propugnato una confederazione slavo-ellenica, che doveva sorgere sulle ceneri dell'Impero ottomano.
Queste prospettive avevano trovato pronta rispondenza in Pietro Chiara, un italo-albanese, che nel 1880 aveva ritenuto a utile e provvidenziale con­siglio il propugnare o una confederazione ellenico-albanese come i cantoni della Svizzera o un regno costituito sulle basi dell'Austria-Ungheria, o un sistema politico come quello della Svezia e Norvegia, una formula insomma che unisca i due popoli e i due stati coi legami del reciproco interesse, senza compromettere i diritti da tanto tempo acquisiti, e senza attentare al giusto orgoglio delle due razze e alla spiccata personalità delle due na­zioni ... Secondo lui, ed in relazione agli interessi italiani, la nuova forma politica sorgendo sulle rive dell'Adriatico di fronte all'Italia, naturale alleata e protettrice antica, e nel bacino orientale del Mediterraneo, impe­direbbe le premeditate invasioni dell'Austria, sarebbe un argine saldo contro l'aggressiva inevitabile espansione dello slavismo, diverrebbe anello di congiunzione fra l'ordente e l'occidente, sarebbe valido strumento di ci­viltà fra l'Europa e l'Asia...; essa diverrebbe potenza moderatrice in quei vasti paraggi . 2>
Tali idee federalistiche per i Balcani che si ripercuotevano fra le due rive dell'Adriatico, davano come poche il senso della precarietà della situa­zione balcanica e rivelavano come ci si attendessero nuovi passi innanzi nel lungo processo, in atto dalla fine del Seicento, di allontanamento dei Turchi dall'Europa.
La crisi runa elio t a le rende ora attuali e non vi è da meravigliarsi che esse vengano riproposte dall'autorevole La Riforma, il giornale Crispino così sensibile ai problemi di politica estera del paese, alle esigenze della sua affermazione internazionale e che guardava con particolare attenzione si Balcani, all'Adriatico e sopratutto all'Albania. Così ricordato il 23 settem­bre 1885 appena scoppiata la crisi rumeliota, appunto nell'articolo La Rum ella e VItalia come l'Italia fosse del tutto assente dalla scena balca-
i) C. Sonino, Gli Albanesi e la questiona buHtanìca, Napoli, 1904, p. 11. 2) P; CHIARI, L'Epiro, gli Albanesi e Iti Legai, tettare alla Riforma , Palermo, 1880, pp. 158.11J4,