Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA STORIA 1885-1886; ITALIA POLITICA ESTERA 1885-1886; PA
anno <1968>   pagina <386>
immagine non disponibile

386
Angelo Tamborra
veni 1 tre del 1880; si reca anche in Grecia nel febbraio del 1881 per son­dare lo stato d'animo del paese, ma non. trova nelle città alcun segno di quell'entusiasmo che s'è veduto in Italia in solenni momenti storici , tanto che chiede a Buscai ioni : Che tu ed io volessimo far la Grecia contro il volere dei Greci? .l*
Tutti onesti progetti federalistici balcanici che nascono a ridosso del Congresso di Berlino e ne vogliono correggere le insufficienze vengono visti, dunque, con estrema diffidenza dagli esponenti più autorevoli della nazione albanese, specie in quelle zone della lontana diaspora, cresciute in Italia e che rappresentavano l'avanguardia culturale e politica del movimento nazionale degli Albanesi. Essi, e primo fra tutti Girolamo De Rada, temono che la tanto decantata Lega greco-albanese proposta dal Canini e ripresa sulla stampa italiana durante la crisi serbo-bulgara del 1885-86, possa risolversi, nel tempo, in una graduale assimilazione degli Albanesi da parte dei Greci. Ecco dunque come, invece di questa federazione balcanica, con­clude il De Rada il 15 novembre 1886, è di gran lunga preferibile un regime di autonomia nell'ambito dell'Impero ottomano, con x uno Stato a sé e per sé ove raccolgansi i consanguinei come in propria casa le fami­glie ... Ciascuna in guerra con la propria bandiera, col suo patriziato e con la sua favella, fuorché negli ufficii con la Sublime Porta... Per cui il ri­poso in cui noi vediamo pur la Porta Ottomana trovar pace, è neu"allentare x freni alle genti che le ubbidiscono, rimanendo Essa anello e domina di esse grate e soggette. Ed altra federazione poi meglio fatata che la sua non sarà altrove; e ad una volta si dileguerà il cicalio intorno a* bisogni del­l'Oriente .2)
* * *
Se nell'ulteriore svolgimento della crisi serbo-bulgara e sino alla con­clusione della pace la politica italiana segui una linea di moderazione e di buon senso, che recò i suoi frutti, non meno fattiva fu la presenza degli italiani, come singoli e come collettività organizzata, in una guerra breve ma cosi sanguinosa.
*) Museo Centrale del Risorgimento, Roma, Basta 546, n. 14, Canini a Basca* Moni, 7, 13, 20 novembre, 2 e 8 dicembre 1880, 8 gennaio e 24 febbraio 1881; Busta 636, n. 14 (4), Promemoria rimesso da M, A. Canini al Ministro degli Esteri P. S. Mancini, s. d., nulla Unione Elleno-Liitina.
a) La via rogta aperta alla Turchia, in FiStmuri Arberìt, cft., 15 novembre 1886. Divcrhumente da quanto sostiene L. von Cbhirnuck/ (Die Iuila-Albanesen timi dio BaiIcanpoliril>, in OcterreichUrJie Rundachuu, V, fase. 00*61, novembre 1905-gennaio 1906, p. 332) come si vede gli ItulO'Albunesi gin prima del 1894-9S avevano cominciato a muoversi e a dire una loro parola in fatto di politica balcanica. Questo non Bolo e non tanto in rapporto agli interessi italiani ma soprarutto nel senso di ricercare concrete possibilità di affermazione per la nazionalità albanese, in vista di creare uno slato indipendente al di là dell'Adriatico.