Rassegna storica del Risorgimento
BULGARIA STORIA 1885-1886; ITALIA POLITICA ESTERA 1885-1886; PA
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1968
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388 Angelo Tamborra
inutile. Dal 1885 in poi mi sono sentito uomo e uomo non volgare. Il marchesino di provincia l'ho seppellito nella guerra di Bulgaria .
Spinto da un impulso romantico e mazziniano per la libertà dei popoli, un lungo faticoso viaggio conduce il Colocci Vespucci sino in terra bulgara e a Lom Palanka si trova mezzo arruolato in una allegra carovana di studenti bulgari, venuti da Parigi per battersi per la patria loro . Raggiunse quindi Sofia da dove, grazie ad un salvacondotto dello stesso ministro della Guerra Nikiforov può dirigersi verso il fronte sino al Quar-tier Generale del principe Alessandro di Battenberg.
Quale capitano degli alpini dell'Esercito italiano, la sua aspirazione sarebbe stata di aver un comando militare sulla linea del fuoco, ma la nessuna conoscenza della lingua bulgara lo induce a farsi aggregare al Quar-tier Generale. Qui egli avvia rapporti particolarmente amichevoli col principe Alessandro e cosi ricorda: e 11 principe mi dice che ama l'Italia, anche perché ha passato nel Veneto i primi anni della sua vita. Però è addolorato dell'attitudine politica dell'Italia nei momenti attuali. Si lamenta di Robi-lant, marito di un'austriaca e austriacante (sic! Robilant sarà invece quegli che modificherà le clausole del trattato della Triplice Alleanza, mettendo un fermo alle iniziative balcaniche dell'Austria). Si lamenta di De Sonnaz, che gli osserva non doversi toccare i diritti della Sublime Porta, proprio mentre l'Italia li misconosce a Massaua. Parliamo poi dell'esercito bulgaro, dei suoi recenti successi, della penuria dell'erario bulgaro e perfino... di un suo possibile matrimonio! Dopo un'ora mi congeda. E ne riporto l'impressione di aver avuto innanzi a me un eroe come soldato ed una bella individualità storica come sovrano .1}
È dunque evidente che il principe Alessandro, proprio per gli anni trascorsi in Italia dove era stato testimone degli avvenimenti del Risorgimento, si attendeva che l'Italia mettesse da parte qualsiasi calcolo di carattere diplomatico; per lui essa doveva rimanere fedele agli ideali risorgimentali che erano quelli di Cavour, di Mazzini e di Garibaldi appoggiando apertamente uno degli ultimi risorgimenti nazionali, quello della Bulgaria. Per questo la prudenza della diplomazia italiana, il timore, per l'Italia, di veder ulteriormente modificato a favore dell'Austria l'equilibrio balcanico rimangono fatti per lui incomprensibili. Questo mentre già all'indomani del 1861 e sopratutto dopo il 1866, l'Italia sempre meno poteva appoggiare ad occhi chiusi qualsiasi movimento nazionale, senza
i) Adriano Colone! VespUcci, Diario 2883-1885 (manoscritto). Ringrazio la figlia, marchesa Cristina Colocci Vospucci, por avermi corteaemento consentito la consulta-zione del Diario.
Cfr. anche il voi. di A. COLOCCI, In Bulgaria, (1885). Ricordi di viaggio e di guerra, Roma, 1890.