Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA STORIA 1885-1886; ITALIA POLITICA ESTERA 1885-1886; PA
anno <1968>   pagina <390>
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Angelo Tamhorra
bulgari e dividerli senza accontentare né la Serbia, né la Grecia e risol­vendo ... la questione orientale in un senso antipopolare. E ora dunque di sancire con un atto collettivo una soluzione più ragionevole... lasciando liberi quei popoli dei loro destini e garantendo soltanto presso di loro la influenza morale della civiltà degli Stati più progrediti. Le questioni tra la Grecia, la Bulgaria e la Serbia possono, con l'autorità delle grandi Potenze, essere risolute con scambievoli e utili transazioni fra quei tre Stati, evitando deplorevoli spargimenti di sangue fra i loro eserciti .
Quanto al problema dell'unione delle due Bulgarie, II Secolo di Mi­lano massimo organo della democrazia italiana e allora molto diffuso
non esita a scrivere senza mezzi termini: Noi desideriamo che in Oriente trionfi il principio di Nazionalità, che si costituiscano Stati non sostenuti da cementi diplomatici, né che mutino soltanto padrone, ma Stati istituitivi durevolmente sulla comunanza d'origine, di costumi, di lingua e limitati da confini naturali.1)
Da parte sua II Diritto che mostra di essere il giornale più auto­revole ed informato e, per le sue stesse origini, più sensibile ai problemi di risorgimento nazionale dovunque essi si affaccino il 6 ottobre 1885 mette ben in chiaro che non è possibile che la Bulgaria e la Rumelia siano disunite, né può essere presa seriamente in considerazione la proposta di detronizzare Alessandro di Battenberg unicamente per aumentare l'in­fluenza russa nella penisola balcanica... Una Bulgaria unita e forte serve ora mirabilmente a idisegni europei, specialmente a quelli dell'Austria. Anche l'Italia e la Francia, come potenze mediterranee sono molto inte­ressate a frenare i progetti russi. La Turchia non ha potere di resistere. Si penserà a compensare la Serbia. Si regolerà la questione greca. Ma il punto principale da trattarsi è appunto l'unione della Bulgaria e della Rumelia, poiché per questa unione militano ora le stesse ragioni che nel 1878 indussero Beaconsfield a proporre la loro separazione .
Nel mettere in rilievo l'impopolarità russa in Bulgaria (26 ottobre 1885); che dietro la Serbia vi fosse la spinta dell'Austria (25 ottobre 1885) o la necessità di una federazione balcanica (26 ottobre), su que­st'ultimo motivo II Diritto insiste ancora qualche mese più tardi, quando la guerra si è conclusa e si è in pieno lavorìo diplomatico, sempre da un punto di vista italiano: e L'Italia scrive il giornale nel marzo del 1886
ha più di ogni altro interesse che gli elementi dispersi della Serbia e della Grecia si uniscano a formare due forti remi fiancheggiati dall'Adria­tico, che sarchile il canale commerciale naturale tra i Balcani occidentali e le regioni orientali appenniniche, I due nuovi regni sarebbero per l'Ita-
') La pace e la Nazionalità nel Balcani, 2-3 gennaio 1886.