Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA STORIA 1885-1886; ITALIA POLITICA ESTERA 1885-1886; PA
anno <1968>   pagina <395>
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La crisi balcanica del 1885-1886 395
segrete di pacificazione che forse non potrò accettare, nel qual caso prevedo che mi creerà delle difficoltà, benché ora non sia più possibile di farmi quello che meditava alcuni mesi orsono; ma non vorrà di certo rinunciare alla sua egemonia in questo paese. Vi sarò grato se farete sapere al vostro Governo le mie idee di pronta pace, giacché riconosco che la politica ita­liana ebbe uno scopo solo, quello di impedire il più possibile conflagra­zioni e lotte sanguinose. l)
Così, al di là del facile entusiasmo come della naturale esaltazione derivanti dalla insperata vittoria, le insistenze spiegate dalla diplomazia italiana contribuiscono a far avvicinare il principe Alessandro alla realtà vera della situazione: il paese aveva avuto successo in quella che poteva considerarsi solo una lunga, sanguinosa battaglia, ma certamente sarebbe stato messo in ginocchio da una guerra di lunga durata e di possibili più vaste complicazioni.
Ad un più maturo esame, dunque, ed a distanza di tempo dal clima rovente della battaglia, uniscono per cadere le critiche rivolte dal principe Alessandro nei suoi colloqui col Colocci Vespucci per l'atteggiamento, allora a lui incomprensibile, della diplomazia italiana.
Concluso a Bucarest il trattato di pace fra la Serbia e la Bulgaria (19 febbraio-3 marzo 1886) ed emanato, poco dopo, l'atto di unione di Top-khané del 24 marzo-5 aprile 1886, la Bulgaria continuò a non avere una vita facile per l'ostinazione con cui la Russia, cioè in prima persona lo zar Alessandro IH, persegui l'obbiettivo di togliere il trono al principe di Bat-tenberg. Vi riuscirà, ma, come sottolinea il Mitev, ce n'était qu'une vie-toire de Pyrrhus. Les éléments russophobes devinrent de plus en plus entre-prenants et, avec l'aide des puissances occidentales, principalement de l'Autriche-Honghie, réussit à mettre sur le tróne bulgare le prince Ferdi­nand. Ainsi un coup bien plus dur fut porte à l'innuence russe dans les Balkans . *>
Chi, curiosamente, non si arrese e continuò a pensare ad una restau-. razione del Battenberg, fu ancora quella testa calda di italiano che rispon­deva al nome di Adriano Colocci Vespucci. Nel dicembre del 1887 egli incontrò a Milano il Principe Alessandro di Battenberg che viaggiava sotto il nome di conte di Hartenau. Con lo spirito di avventura che non gii verrà mai meno il Colocci Vespucci prospetta subito al Battenberg un piano au­dace, quanto pazzesco: col suo consenso partirei subito per l'Egitto. Arruo­lerei in Alessandria un migliaio di italiani disoccupati, sbarcheremmo a Burghaz, penetreremmo in Bulgaria e proclameremo la restaurazione dei Battenberg contro i Cobtirgo,
D A.SJU3* Bruta 1289, Gerbuix da Sonatisi ti Di Robilmit, Sofia, 30 dicembro 1885. 2) Y. MITEV, art. <:it p. 378.